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Di Gennaro Gelmini
Una fortuna di quelle mie, per la gioia di tutti, andandomi ad interessare della Tramvia della Valcuvia, una delle antiche ferrovie che oggigiorno non esistono più, mi spiace dirlo, che come tutte le cose ha il suo tempo, rimanendo in esercizio per decenni e poi, come al solito concludendo le sue corse nella memoria di chi l'aveva vissuta, la fortuna che ho avuto è trovare degli imbianchini alla stazione dismessa di Vergobbio, che imbiancavano le pareti interne, venendomi detto "ma lo sapeva che c'erano i lavori oggi?"
Così ho approfittato, in realtà per quel venerdì 6 settembre 2024, data delle foto all'articolo in questo mio peregrinare per valli e monti, mi ero fatto un Oroscopo che la dava buona, talmente buona che dopo la tramvia, proprio a Vergobbio di Cuveglio in provincia di Varese, ho trovato un bel posticino dove fare colazione, dove ogni cosa buona non può mancare, così, felici, mi sono recato al soprastante paese di Duno (VA) accompagnato da una capra di cui ve ne scriverò, per intanto vediamo qualche nota su questa tramvia.
Sulle pagine dei giornali esposti leggiamo il ricordo dell'ultimo bigliettaio, un tal Pietro Marcozzi, che raccontava di com'era bella verde la Valcuvia dal tram, di quanto gli piacesse, un Mondo cancellato dal progresso che portò alla chiusura della linea, anche se bisognerebbe discutere su questo progresso, se in realtà non è un regresso; la gente incredula, accettò questo fallimento tramviario con tristezza e malinconia, sul finire del 1949, di cui si sapeva in maniera riservata già dal mese di giugno.
In quaranta anni di attività, il signor Marcozzi aveva sempre lavorato lì e cosa fatidica, la prima multa la fece ad una signorina che gli lamentava di essere troppo severo, da questo battibecco nacque però l'amore e in breve tempo i 2 si sposarono.
Il 1914 risulta l'anno di inaugurazione della tramvia, che negli ultimi tempi, pur di farla continuare nell'esercizio, fu addirittura donata all'Azienda Trasporti Milanesi, che ci mise i suoi tram più nuovi, ecco perché potete vedere al giorno d'oggi un tram di Milano in bella mostra a Vergobbio di Cuveglio (VA), non è per promozione turistica, questa è storia!
Tra i giornali troviamo "La Prealpina" e addirittura "L'Eco di Arcumeggia" e anche se qui non l'ho trovato, della ferrovia ne avranno parlato pure su "L'Eco del Varesotto", insomma, tutto il meglio dei giornali locali.
La Tramvia della Valcuvia, a trazione elettrica, collegava Cittiglio a Bosco Valtravaglia in provincia di Varese, fungendo da collegamento tra le Ferrovie Nord Milano e la Tramvia della Valganna, di cui ne avevamo già parlato, questo infatti è il 4° episodio, la quarta parte di quelle ferrovie che erano, che adesso non sono più, ma che potranno tornare, perché col treno si arriva prima e si viaggia comodi.
Ecco le precedenti parti, potete cliccare per andarle a leggere o rileggere, per farvi un'idea:
Boschi che nascondono ferrovie p.1: Tramvia della Valganna
Boschi che nascondono ferrovie p.2: la confinale Valmorea Olona
Boschi che nascondono ferrovie p.3: la Novara-Romagnano-Varallo
Gennaro Gelmini non poteva farvi allora mancare le sue foto free, libere, che non ho mai fatto mercato delle cose mie, scattate a Vergobbio di Cuveglio (VA), che immortalano la Stazione di Vergobbio, l'ultimo tram milanese che percorreva la valle in bella mostra e un modellino giocattolo della tramvia.
Fate qualcosa, riaprite questa tramvia, fatene una metropolitana leggera, insomma, chiamatela come volete, ma riapritela!
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