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Di Gennaro Gelmini
4 ferrovie si incrociavano a Romagnano Sesia, storie di altri tempi, perché a furia di tagliare rami secchi, non potendo i pendolari abitare troppo lontano dalle città, si stanno abbandonando le valli.
In questa terza parte parliamo della ferrovia che da Novara saliva su a Varallo in Valsesia, Piemonte, in questa bell'Italia di paesi votati alla progressiva diminuzione demografica, fino a farli accorpare tra estesi villaggi.
Inizia così pure questa storia, che il risparmio non è guadagno, che per risparmiare sulle spese ferroviarie, si è tagliata anche questa ferrovia, come tante altre, la beneamata Novara-Romagnano-Varallo, che conduceva tante persone al lavoro, a scuola e sulle località turistiche e di Fede.
Studenti e pendolari sui primi treni in direzione di Novara, di ritorno i pellegrini verso Varallo al Sacro Monte e i turisti a sciare ad Alagna Valsesia o a girovagare per la valle, una ferrovia coi treni pieni, "andiamo in Valsesia!" Un mito per i Milanesi del secolo scorso.
Tra boschi, vigneti, paesi e castelli, la valle offriva al visitatore il suo spettacolo, un treno ogni ora e in 40 minuti si arrivava a Varallo da Novara; adesso non più, scordatevelo, un'ora e mezza di bus tra curve e incroci, con una parte di strada divenuta pure a senso unico, così in direzione di Novara il percorso si allunga ulteriormente.
Come ha funzionato il percorso di dismissione della ferrovia è a dir poco disdicevole: il servizio bus prendeva fondi dalle Regioni Piemonte e Lombardia, così venne a costare meno della ferrovia e la gente in treno iniziò a viaggiare poco, andavano tutti in pullman a certe ore stracolmi, così in breve la ferrovia è stata chiusa senza pensarci su, poi la beffa, la Regione Lombardia non ha dato più contributi, siccome i pellegrini, senza comunque la garanzia di un treno, sono calati, alzando il prezzo del bus, ben più lento del treno e divenendo Novara e Milano lontane e costose, è incominciato l'abbandono della valle, la Valsesia non chiama più come una volta senza un treno.
Il risparmio non è guadagno lo si è visto parecchie volte, in Lombardia in provincia di Varese a Cuasso al Monte, da quando è stato chiuso l'ospedale e con esso alcune attività di terziario, come l'alimentari in frazione Cavagnano, la popolazione sta calando, mentre è in aumento nella vicina Cunardo, dove una clinica dà lavoro e le attività in paese sono in rialzo, con una decina di bar, un supermercato, ristoranti, negozi d'abbigliamento, una pompa di benzina e una cartoleria con l'edicola dei giornali.
E siamo qui a scrivere, sapendo di un futuro migliore, sapendo che sono periodi difficili.
In precedenza ho scritto, ai correnti titoli e link:
Boschi che nascondono ferrovie p.1: Tramvia della Valganna
Boschi che nascondono ferrovie p.2: la confinale Valmorea Olona
E per chi ha voglia di vedere le cose belle, sulla Valsesia permangono le correnti esplorazioni targate Genny & Maury:
Varallo spensierata e Roma nevicata d'agosto
https://www.youtube.com/watch?v=HfmvFIOHOfo
Visita al Sacro Monte di Varallo Valsesia
https://www.youtube.com/watch?v=pAXMqFJx0k8
A presto prestissimo con nuovi articoli da Gennaro Gelmini.
Nelle foto: la Ferrovia della Valsesia transitava tra castelli e borghi medievali.
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