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Di Gennaro Gelmini
A conclusione delle città raccontate per quanto fatto per le attività di divulgazione, Cremona è la continuazione di un costante impegno a favore di una realtà celata, nel tentativo ben messo di operare una disclosure, sciogliere la matassa, riuscendo a spiegare misteri.
Per Cremona racconto la restante parte misterica, difatti nel video “Mistero dell’asta del Drago (English-Italiano) pubblicato su vari link e su questo blog cliccando su “Un segreto ancestrale avvolge l’orologio astronomico di Cremona” http://gennaro-gelmini.over-blog.it/article-un-segreto-ancestrale-avvolge-l-orologio-astronomico-di-cremona-125001517.html avevamo lanciato un indizio, seguito da un grande vociare di interesse, affinché ogni mistero trovi una legittima risposta.
La torre campanaria più alta d’Europa, almeno nel momento della sua costruzione e ultimazione, tra il 754 e il 1309, attualmente la più alta d’Italia, assieme all’orologio antico col quadrante più grande d’Europa in una piccola città divenuta grazie ad esso, osiamo dire, popoloso capoluogo di provincia, Cremona, a quei tempi piccola città, lasciandoci allora con la seguente frase:“una piccola città, la più alta torre, il più grande orologio astronomico, perché?”
Sul finire dell’alto Medioevo, nel prospiciente Secolo dei Lumi, i luminari solevano togliere ogni manifestazione del magico, per inserire regole severe, scritte però da loro.
Apprendo storicamente che Amicino Ravizza di Cremona, negli anni a cavallo tra il 1700 e il 1800, fu nominato Sopraintendente all’orologio astronomico della torre appunto di Cremona, apportandone sostanziali modifiche, numerandolo a caratteri latini da I a XII (da 1 a 12) e col mezzogiorno sulla verticale del quadrante, chissà prima di questi rimaneggiamenti come si presentava l’orologio, nessuno lo sa, eppure quell’asta del Drago, situata ancora oggi nell’orologio, un pensiero alla Coda meteorica del pianeta Nibiru lo lascia fare, chissà quanto ci è rimasto nascosto non ci è dato sapere.
Ciò di cui sono oltreché arrivato a conoscere, per trovare risposta alla domanda dell’ubicazione di quest’alta torre di Cremona, consiste nella riscoperta di un’antica popolazione, i Leponzi, che abitavano la Terra in un’era ancestrale, non menzionata da alcuna storia ufficiale, che avevano la dote di conoscere l’antigravità, viaggiando su determinate rotte aeree con navi metalliche volanti, ancestrali dischi volanti, transitando dove ha trovato ubicazione la città di Cremona, la cui torre è come se si volesse fare rasentare il cielo, a ricordo dei precedenti ancestrali contatti.
Ugualmente, tra i numerosissimi luoghi appassionanti, vale per Ravenna, avendo trovato una linea viaggiante, che non è un errore, si intende rotte aeree all’antica maniera ancestrale, che attraversa le attuali frazioni di Ravenna Filetto, San Pietro in Trento, Coccolia, San Pietro in Vincoli e San Pietro in Campiano, ricevendo evidentemente queste denominazioni con annesse chiese romaniche in zona, edificate su terreni già in precedenza Sacri, in epoca Cristiana, luoghi occupati ancestralmente dai popoli Leponti, dei quali si è persa traccia sotto appunto fondamenta più recenti.
Nella foto in alto: strana conformazione nuvolosa sulla città di Cremona.
I precedenti articoli riguardanti la divulgazione nella città di Trieste al link http://gennaro-gelmini.over-blog.it/2015/05/nella-trieste-multiculturale-gennaro.html , nelle città di Firenze e Pisa al Link http://gennaro-gelmini.over-blog.it/2015/07/firenze-e-pisa-immancabili-indizi-di-realta.html e così è Ben fatto.
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