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21 maggio 2015 4 21 /05 /maggio /2015 16:38
Nella Trieste multiculturale Gennaro

Un treno in partenza da Milano Lambrate per Venezia, quindi pranzo in un ristorante a prezzo fisso in un calle (calli si chiamano i vicoli a Venezia), complimenti ai cuochi e dopo 120 minuti trascorsi partenza per Trieste, molteplici volte l’ho fatto per 2 anni, guardando più a risparmiare che al tempo, che ne avevo abbastanza.

In provincia di Trieste, la ferrovia prosegue su di un binario unico, nel bosco che degrada sulla strada statale e sul mare, nessuna autostrada arriva fino a qui, il motivo di questa ristrettezza nessuno lo dice ma è vero, dove è possibile ampliare e costruire, anzi esiste già una ferrovia a doppio binario, ma il motivo del suo inutilizzo e della costruzione di un’autostrada che arrivi fino a Trieste ha un motivo che soltanto qui può prendere corpo, le strutture ferroviarie trovasi nella valle interna, a distanza ravvicinata, inutilizzate poiché in quella valle è tracciato il confine italo sloveno e a cercarlo lo troverete zigzagare a destra e a sinistra della ferrovia, per viaggiare e costruire lì occorrono dei permessi speciali e pur considerando che la Slovenia è entrata a far parte della Comuinità Europea, l’affare è rimasto tal quale intoccato.

Molteplici volte arrivato a Trieste, sempre mi attendeva un Bed and Breakfast a conduzione familiare, conosciuto poiché nella sequenza di offerte di hotel, quello a cui telefonai quasi per caso, non conoscendo prima la città, stava riverniciando le stanze, molto bene qui, poca spesa e ottima accoglienza.

Colazione ghiotta, per quanto basta stare anche leggeri, che la missione ci aspetta!

Un luogo imboscato mi attendeva dopo aver cambiato consuetudine, dagli Esposti si era arrivati a sfornare una Querela per una personalità molto importante quanto misconosciuta e agente all’ombra di un apparato multinazionale, consegnai quindi la Querela in vari Atti alle Autorità cittadine, che a Trieste mi recai spesso in quel periodo e quindi pure a questo sontuoso palazzo dove lavora il querelato.

Mantenendo con costanza la privacy, posso raccontare che senza un invito a palazzo, i miei metodi dovevano essere quelli imparati per la gestione del territorio quando facevo politica, che altri metodi erano lungi al mio apprendimento, l’importante era che chi andavo a cercare non conoscesse quei metodi, non è difatti un politico.

La prima volta notai che l’entrata a palazzo era sorvegliatissima, telecamere in ogni dove, agenti e subagenti la controllavano e numerose finestre degli uffici dei lavoratori evidentemente più spioni davano sull’entrata.

Vediamo un po’, guardiamoci intorno, a distanza, per evitare di dare nell’occhio, l’uscita!

Non avrete capito male spero, volevo dire che l’uscita non era controllata!

Ma chi aveva organizzato la sicurezza in questo palazzo? Una falla incredibile!

Così sorpassai la consueta asta per l’uscita delle auto e dal finale del parcheggio arrivai ad un’uscita del palazzo, con porta vetrata a spinta, ma chiusa dalla mia parte, attesi quindi l’arrivo del primo che doveva uscire al quale e per evitarmi domande chiesi immediatamente dove fosse il signore che cercavo e certo, si sale dalle scale dell’uscita e seguendo le indicazioni eccolo lì l’ufficio, con lui allibito al quale consegnai a mano la Querela.

Uscendo dall’uscita notai la casa del guardiano addetto ormai in disuso, luogo ottimo per dormirci senza spese, nessuno mi avrebbe trovato nella tana del nemico, ma non mi andava di rischiare senza una ragione importante, meglio all’albergo.

Già sapevo che a quel punto non potevano nulla contro di me, perché a sapere di quella falla così cospicua alla sicurezza, chi elargisce vagonate di denaro, fondi coi quali il querelato si era pure costruito, lui e i suoi sottoposti, una serie di ville di lusso, da me osservate ma non prese in considerazione, avrebbe smesso di elargire per sempre.

Naturalmente occorreva entrare nel palazzo più volte, con aggiornamenti alla Querela ben azzeccati e naturalmente mi ritrovai con telecamere e sorveglianza piazzati pure all’uscita, dai Gennaro, non ti assillare, entra dall’entrata.

Con mia soddisfazione trovai una comitiva di tedeschi così tanto numerosa che io mi infilai dentro senza pensarci troppo e la cosa funzionò, i controlli si superarono in gruppo, senza troppo guardare, finché però qualcuno mi avrebbe parlato in tedesco e io che potevo rispondergli, che il tedesco non lo conosco?

Il fatto che non avevo ancora pranzato e che già fosse orario mi giovò, trovammo ad accoglierci una lunga tavolata con ogni ben di Dio e io non potevo di certo parlare tedesco a bocca piena, ai miei momentanei ignari colleghi che mi parlavano in tedesco, capendo comunque che discorrevano su quanto era buono il cibo, affamati come erano pure loro, rispondevo sorridendo.

Così seguitai a mangiare, facendo un passo alla volta, uno spuntino alla volta, finché iniziavano a sorridermi di meno vedendo che io mi stavo mangiando pure la razione loro, ma ormai era troppo tardi, io ero già arrivato alla conclusione del tavolo, un altro passo ed ecco, sarei entrato in quella parte senza telecamere, senza personale, senza fastidi.

Approfittai di alcuni che solevano sedersi su delle comode poltroncine rosse, io li seguii dapprima, poi mi dileguai, francamente by-passando le loro frasi a chiedermi dove stavo andando, che forse non l’avevano capito, il tedesco non lo comprendo, a me interessava tornare dal querelato ed eccolo, nuovamente frastornato dal mio arrivo, consegnai il mio aggiornamento e stavolta non mi accontentai, ne lasciai una copia pure nello studio ovale del loro capo dei capi, in quel momento assente, con la modalità “delivery and go”.

Numerose le mie improvvise trovate a Trieste e tra una e l’altra mi concedevo delle buone cene, che a pranzo a quanto pare già trovavo da mangiare, una serata classica la ci si concedeva o in spaghetteria, oppure salendo col tramway, col tram a cremagliera, adesso vi spiegherò, fino sulle colline di Villa Opicina, in pizzeria, dove facevano a gara per le pizze figli contro padri a chi le faceva meglio, in realtà quelle di papà le preferivo perché avevano un po’ di pomodoro in più, per cremagliera si intende qui un piccolo vagoncino che ci spinge nella scalata alla collina tramite delle catene tirate con argani da una stazione in cima, mentre possiamo assistere ai ruzzoloni di chi non si mantiene agli appositi sostegni.

A Villa Opicina anche un bel negozio di saponi, per comprare il migliore doccia schiuma, ne trovai uno al tea tree, il cosiddetto albero del the, all’olio essenziale di Melaleuca Alternifolia, comunemente introvabile in Italia.

Dal centro di Trieste è possibile raggiungere in autobus la Grotta del Gigante, un antro dalle dimensioni record, da visitare con guida in un’ora a piedi a passo veloce e io ci sono andato, non potevo perdermela, sul canale video Vimeo ho successivamente pure trovato dei video sulla grotta che inducono a visitarla.

Recapitai i miei scritti anche alle associazioni, ambientaliste e/o sociali, consegnando fino a sera, che alcuni volontari le aprivano giustamente ad orari più consoni ai lavoratori, guadagnando la reputazione che desideravo, riuscendo a divulgare in maniera estesa.

In ultima fase, arrivò la controparte del querelato, ma anche questo ha un significato ottimo, un segno che me medesimo Gennaro Gelmini inseguo la verità e alla consueta negazione, ciò che è successo prende valore, la verità prende in questo caso molta logicità, il querelato non mi aveva a sua volta denunciato, aveva optato per riuscire a far archiviare la Querela e purtroppo c’era riuscito, ma questo significa che io dichiaro la verità, avevano archiviato solo per coprire, celare, che se il fattaccio fosse stato finto, avrebbero agito ben diversamente, un segno che non ho mai dimenticato, tra i tanti che mi hanno fatto andare avanti con la divulgazione, pur senza mai avere alcun dubbio.

Il fattaccio appunto dell’archiviazione, condotto in pure qualche giorno in meno del minimo dei 2 mesi previsti dalla Legge, me lo fecero sapere solamente ad una nuova ennesima consegna in Procura e non sapendo come continuare, nel frattempo pensando al da farsi, optai per la visita al Castello di Miramare.

Tal visita si rivelò ottima, poiché la tavolo in marmo nero regalato dal Papa ai nobili Austriaci che governavano la zona ai suoi tempi, scoprii che il nobile del castello aveva firmato la nomina austriaca a Governatore del Messico, peccato poi che come vi giunse, lo fecero fuori; la moglie al castello, rimase vedova per sempre, in una precaria situazione di disgrazia per il compianto.

Io quel tavolo in marmo nero non avrei mai voluto averlo, con rispetto scrivendo, immagino che il Papa avendo avuto quel tavolo in regalo, l’avesse a sua volta regalato proprio perché stonava, in quanto quel tipo di marmo nero viene utilizzato per le lapidi dei trapassati; l’avessi avuto io in regalo, l’avrei gettato a mare, che tanto era lì davanti e roccia su roccia non provoca granché d’inquinamento, nessuno mi avrebbe scoperto, potendo dire poi al Papa che ce l’avevano rubato, mi dispiace dover scrivere così, ma io un tavolo in marmo nero in casa non me lo tengo, figurati a considerare che il nobile aveva pure firmato sopra la sua condanna, come fece la vedova nobildonna austriaca a tenerselo?

Eppure era lì e ciò mi diede l’idea.

Avrei dovuto modificare l’Esposto in lettera e consegnarla almeno al Prefetto e così decisi di fare, mi recai ad un internet point e modificai il file informatico digitale, avendolo anche su floppy disk, un supporto che non era per nulla granché, meglio le chiavette di memoria, però quel floppy aveva funzionato correttamente, il file era modificato, avevo fatto una copia su cartaceo per rileggerlo e sistemarlo nei particolari all’occorrenza.

Tornato in camera al Bed and Breakfast, ho ottenuto 2 segni per la divulgazione, accesi la televisione e su di un canale vidi che da un elicottero sparavano ad una signora, prendendola alle spalle con un colpo di pistola, cambiai canale e osservai Rambo mentre con 2 bombe colpiva e abbatteva altrettanti elicotteri, incredibile nello stesso momento su canali diversi degli elicotteri e io riconobbi in tali cose il botta e risposta, il ricevuto e ciò che era da dare, Buon segno.

La notte sognai che io e la mia maestra di quarta e quinta elementare cambiavamo la targa alla sua auto, un maggiolone giallo, mentre io le dicevo di non preoccuparsi, che non ci avrebbero scoperto, un ottimo sostegno per la consegna del documento all’indomani mattina.

Gli ultimi ritocchi all’internet point la mattina e consegna alla Prefettura e agli ulteriori beneficiari, quindi recupero bagagli e ritorno a casa a missione compiuta.

La foto: per Trieste pensai più al da farsi che a guardarmi attorno, soltanto successivamente mi prefissai degli orari per queste cose, per questo decisi un giorno, guardando la strada deserta, di fermare un uomo che viaggiava su di un’auto Fiat Panda per farmi fare una foto davanti al faro e mentre gli dicevo come scattarla, lui già la faceva e andava via.

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Published by Gennaro Gelmini
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commenti

Roberto Salviamolo 05/23/2015 14:10

Gelmini crede molto nei segnali..
Allora racconto questo aneddoto..
Stavo leggendo il blog di Gennaro, quando accendendo la TV ho visto la scena di un fim che mostrava un pagliaccio..
Cosa significa?

Gennaro Gelmini 05/23/2015 19:57

Dipende quando occorra prenderlo in considerazione e verso chi è rivolto, nel mio libero pensiero lo immagino non riferito a questioni spaziali.

Emilio 05/23/2015 06:24

Certo che leggere nel titolo la parola "cultura" fa veramente impressione, scritta da uno che ha detto di non avere bisogno delle scuole, perchè è un contattato.
Gelmini, una barzelletta vivente!
Ancora però non sappiamo perchè la Gran Bretagna galleggia e non ci sono terremoti, invece la Sicilia non galleggia e ci sono i terremoti. Puoi quando vorrai spiegarci le tue tesi sull'argomento farai cosa gradita... poi spiegaci pure come mai le onde radio sono radioattive.
Poi magari regalaci un altro video, ma di quelli belli scientifici, non i soliti "oggi ne abbiamo 2 giugno...." che ripetono la data almeno 5 volte durante la registrazione.

Gennaro Gelmini 05/23/2015 20:11

(Risposta ad Emilio 23 maggio 2015 06:24) Non è proprio così Emilio, già ne scrissi al link http://gennaro-gelmini.over-blog.it/article-territorio-asismico-non-si-dice-piu-118172690.html siccome anche in Gran Bretagna i terremoti si sono da qualche tempo riproposti, difatti Gianfranzo (23 maggio 2015 14:25) dice giusto, un terremoto di 4.3° Richter è avvenuto ieri 22 maggio 2015 in Gran Bretagna, sto studiando gli eventi a livello globale, sta avvenendo qualcosa di molto importante.

gianfranzo 05/23/2015 14:25

A dire il vero c'è stato un terremoto sulla costa sud della gran bretagna.

Ermanno Copulatore 05/22/2015 21:09

Direi che le prove che Gennaro ha ragione ci sono tutte :)

Gennaro Gelmini 05/23/2015 20:17

Gli articoli successivi continueranno a creare un filo logico con quanto sta avvenendo nel cambiamento.

Ermanno Copulatore 05/22/2015 21:06

Ipse dixit tanti anni fa...

Vi sarà un ulteriore incremento dell’attività eruttiva dell’Etna da catastrofe, con grande spavento, apprensione ed evacuazione della popolazione residente alle pendici di codesto vulcano, e terremoti anche alle pendici del Vesuvio, con ugual spavento, apprensione ed evacuazione della popolazione residente nell’ area napoletana – flegrea e sulle isole del Golfo di Napoli, fino a quando da una bocca effusiva di quest’ area della provincia di Napoli, forse a Pozzuoli (NA) e sulla cima del Vesuvio, inizierà a scaturire la lava, annunciando ciò solo perché è giusto dire la verità, io sottoscritto Gennaro Gelmini ho un sentimento di amore fraterno anche per i Siciliani e i Napoletani, ma solo raccontandole la verità la gente può salvarsi. Accadranno nuovi forti terremoti, eruzioni vulcaniche, alluvioni, tornado e uragani, maremoti ed onde anomale, grandinate, siccità e repentini sbalzi di temperatura e pressione atmosferica, in tutto il Mondo, continente Africano compreso, anche negli Stati Uniti d’ America, in California e negli altri Stati USA, rammentandovi che, anche in tali luoghi vi sono diversi vulcani attivi ed altri in stato quiescente e come già successo il 21 novembre 2005, un evento sismico giungerà fino a Roma, ve lo dovevo pur dire, altrimenti sarei un illuso.

In un prossimo futuro l’asse terrestre si inclinerà a tal punto che anche per questa causa conseguiremo un clima freddo in nord Africa e un clima temperato in Siberia (ora potrete credermi più facilmente, ma perché una volta taluni non ci credevano? Io sottoscritto Gelmini Gennaro ho scritto molto in passato anche di questo).

In codesto Esposto, siccome è indirizzato a quelle persone che, o subito crederanno fermamente nei miei scritti e discorsi, oppure non ci cederanno per poi doverci presto credere per forza, e non persone che possono avere dei dubbi, posso aggiungere che a mezzanotte e mezza del 14 ottobre 2006, cioè solamente 36 ore dopo la data dell’ 10 – 11 ottobre 2006, in cui preannunciavo cataclismi realmente accaduti, legati all’ influsso gravitazionale del pianeta Nibiru, abitato dagli extraterrestri come scrissi anche nelle 387 lettere consegnate a Lozza (VA), ulteriormente citate a pagina 8 di questo Esposto, ho ricevuto una telefonata da un gruppo di persone che mi segnalavano che in quel medesimo istante stavano osservando 5 – 6 dischi volanti volare sopra il comune di Lozza (VA) in direzione del Sacro Monte di Varese, e io sottoscritto credetti a codesta telefonata segnaletica poiché tutti i parametri di studio di questo episodio lo reputavano veridico: il giorno dopo i telegiornali, e due giorni dopo i giornali, riportarono la notizia di centinaia di avvistamenti di Dischi Volanti (da quelli tondeggianti alle navicelle “Madri”, più grandi e a forma di sigaro, i primi forniti di quattro posti per le Creature, le seconde di un centinaio), nelle Regioni Lazio, Umbria, Liguria e Lombardia.

Enrico Glione 05/22/2015 20:14

Ipse dixit del 11/2007 :) Per non dimenticare.............

Siccome l’anno scorso un inquilino del mio stesso palazzo voleva far abbattere uno dei due abeti del nostro cortile condominiale senza il consenso di più della metà degli inquilini, tra cui anche me medesimo Gennaro Gelmini, io sottoscritto, con preghiere e suppliche a Dio, officiate secondo i dettami della Chiesa Cattolica, una sera ho elevato ad obelisco naturale l’abete in procinto di essere tagliato la mattina successiva, e tale taglio non è stato più compiuto, ma quel mio vicino di casa che voleva per forza abbatterlo, è riuscito nel suo intento di volerlo tagliare giovedì 08 novembre 2007, guarda caso esattamente un anno dopo essere andato a Torino all’Istituto UNICRI, tramite una ditta di giardinaggio di Castronno (VA), adducendo al suo operato il fatto che l’abete in questione era pericoloso per la nostra incolumità poiché aveva raggiunto i circa 10 metri d’altezza, negando che i motivi fossero invece edotti dal fatto che tale pianta, posizionata a circa 5 metri di distanza dal caseggiato in direzione sud sud-ovest, gli toglieva i raggi del sole diretti al primo pomeriggio per un tempo comunque esiguo, mentre il giardiniere ci guadagnava per il lavoro svolto e per la vendita del legname: i veri pericoli affliggenti tutti gli inquilini delle nostre case sono invece l’attraversare la strada statale, che scorre a fianco ai nostri palazzi, senza farsi tirare sotto da qualche auto o tir che copiosi passano, e anche salire le scale dei palazzi del nostro condominio rischiando che prima o poi qualche sottile lastra di marmo delle nostre scale, lasciata senza altri sostegni che non l’intreccio delle une con le altre e il muro in cui sono infisse, possa crollare, quindi, senza rancore, ma per la necessità di voler sempre conseguire la Verità e la Giustizia, ecco che fin da subito abbiamo assistito all’ulteriore aumento di devastanti attività sismico vulcaniche ed eoliche, con, solo per fare gli esempi più eclatanti, il terremoto di 7.7° Richter avvenuto nel Cile settentrionale mercoledì 14 novembre 2007, provocante 3 morti e centinaia di feriti, una seconda scossa sismica di 5.8° Richter lo stesso giorno del 14 novembre 2007 e una terza di 6.8° Richter il 15 novembre 2007, ambedue accadute a largo delle coste del Cile, e il terremoto di 6.7° Richter avvenuto al confine tra Equador e Perù il successivo giorno 15 novembre 2007, quando in Italia era già sabato 17, causante centinaia di feriti, il ciclone del 15 novembre 2007 denominato Sidr, avente raffiche di vento toccanti i 250 Km/h, che ha fatto inondare tre città del Bangladesh (Patuakhali, Barguna e Jhalakathi), provocando diverse migliaia di morti ed incalcolabili feriti ed abitazioni distrutte; per l’immediato futuro, tra breve, vi sarà sulla Terra un altro fortissimo terremoto, che contribuirà ad accrescere l’attività sismico vulcanica in tutto il Mondo, e non mi sbaglio.

Enrico Glione 05/22/2015 20:28

Pardon..
Ho scritto: "..ma l'hanno dopo è stato tagliato lo stesso.."
"hanno" anzichè "anno"..
Chiedo venia.. Scusate ma a scriver su sto blog si abbassa il Quoziente Intellettivo :)

Enrico Glione 05/22/2015 20:25

Quindi...Riassumiamo.. Perchè dobbiamo capire perchè certe cose avvengono..

Gennaro santone medesimo..proprio lui, con preghiere e suppliche a Dio, officiate secondo i dettami della Chiesa Cattolica, una sera ha elevato ad obelisco naturale l’abete in procinto di essere tagliato, così non è stato tagliato ma l'hanno dopo è stato tagliato lo stesso..

"guarda caso esattamente un anno dopo essere andato a Torino all’Istituto UNICRI, tramite una ditta di giardinaggio di Castronno (VA)" eh beh.. :)

quindi premesso che non era pericoloso l'albero.. ma piuttosto la statale e le scale di casa..

Quando uno se le cerca se le cerca.. Gennaro ha ben chiaro i rapporti causa effetto..
Ecco quindi le conseguenze..

"senza rancore, ma per la necessità di voler sempre conseguire la Verità e la Giustizia, ecco che fin da subito abbiamo assistito all’ulteriore aumento di devastanti attività sismico vulcaniche ed eoliche, con, solo per fare gli esempi più eclatanti, il terremoto di 7.7° etc etc.. "

E non pensate che sia falso..

"per l’immediato futuro, tra breve, vi sarà sulla Terra un altro fortissimo terremoto, che contribuirà ad accrescere l’attività sismico vulcanica in tutto il Mondo, e non mi sbaglio."

Pino 05/22/2015 10:45

Gennà, ma quando prendi di pensione?

Gennaro Gelmini 05/23/2015 20:17

Io lavoro piuttosto.

Andrea 05/21/2015 18:50

Vergogna!
Vergogna!
Vergogna!

Gennaro Gelmini 05/24/2015 22:17

(Risposta a Pino 24 maggio 2015 09:47 e 09:59) La privacy in questo caso è d'obbligo, riguardando l'intera azienda, io parlo sempre di ogni cosa che faccio, ma non si parla per educazione di fatti che assieme a me riguardano chi mi sta accanto.

Pino 05/24/2015 09:59

E quale sarebbe sto lavoro???

Pino 05/24/2015 09:47

E che lavoro fai???

Federico 05/21/2015 18:46

... e allora, cosa ce ne frega delle tue manie, delle tue fissazioni, tanto non si capisce cosa volevi raccontare.

Federico 05/22/2015 08:39

Certezze? beato te che vedi certezze; finora hai raccontato fatti mai avvenuti e non puoi affermare il contrario.

Gennaro Gelmini 05/22/2015 00:45

Volevo raccontare che quando ciò per cui si lotta dà certezze, occorre lottare, sempre in bene e per il bene, senza sminuirsi, con ampio raggio d'azione.

gianfranzo 05/21/2015 18:07

io ti invidio profondamente.

Gennaro Gelmini 05/22/2015 00:42

Grazie Gianfranzo, ho deciso di vivere al massimo, per la gioia di chi saprà quanto ho lottato, per gli altri, non per me.

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