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Di Gennaro Gelmini
“I Napoletani, furbi come sono, sanno già come salvarsi, se l'eruzione avviene a mezzanotte, mentre nelle altre città gli abitanti verrebbero presi di sorpresa nel sonno, i Napoletani avrebbero appena finito di cantare e suonare O'Sole mio, così, belli svegli, saprebbero come gestire la situazione”: questa una mia risposta ai link che circolano nei social network di questi tempi, designanti come all’eruzione del Vesuvio un milione di Partenopei, ovvero abitanti di Napoli, non potrebbe scamparne, a questo punto occorre fare una riflessione seria sulla vicenda, innanzitutto intendiamo che le attività vulcaniche sono frequenti in tutto il Mondo, così avviene che, come Napoli, nessuna città può dirsi esente da un accadimento sismico e/o vulcanico, con nessi e connessi di onde anomale in prossimità degli specchi d’acqua.
E’ doveroso quindi fare un punto sulla situazione in modo reale, veritiero ed essendo realistici ecco profilarsi una situazione non di possibili eventi tellurici, di eventi tellurici certi e in conformità a questi occorre dire che a prescindere dalle vittime, è opportuno dire la verità, suddividendola in certe cose da sapere e in tal modo operare, ovvero che se un milione su 3 milioni di abitanti rischierebbe di non farcela, questa, permettetemelo, sarebbe un’enorme sfortuna, che neanche ad andarsela a cercare ci si rende conto che possa capitare, suvvia, per prima cosa speranza, essere speranzosi, divenire speranzosi, piuttosto i Napoletani, come tutti quelli che hanno cara la propria vita, spero tutti, proprio tutti, debbono sapersi comportare durante le calamità, attuare i comportamenti che in simili momenti sono necessari, volendo avere cura delle vite pure degli altri, salvando chiunque esso sia, che si trovi nel bisogno ed evitare di andarsela a cercare, come scendere dalle scale in tal fretta da poter cadere, soprattutto se si indossano pantofole o scarpe col tacco, si ravvisa di evitare di scendere le scale durante una scossa di terremoto, potrebbero essere più pericolose che rimanere in casa, meglio sotto travi portanti, sotto le porte tra una stanza e l’altra, le scale sono da percorrere se lo stabile deve essere evacuato, evitare pure l’ascensore, allora scarpe col tacco e pantofole potete semmai tenerle in mano o metterle in un sacchetto e scendere per le scale con le calze, o si voglia collant, che tocchino il pavimento e salviamoci tutti!
Ed eccoci qui che l’impossibile diviene certo e il possibile può non esserlo, sono stenuo credente nel cambiamento, l’immutabilità è illusione e così seguitando si persegue oggettivamente ogni contesto.
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