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Eroi d’altri tempi: Olympe De Gouges e Bartolomeo Maggiocco

Olympe-de-Gouges.jpg

Ho trovato esempi di civiltà in Eroi che qui noziono affinché vengano sempre ricordati, persone semplici che hanno aiutato la popolazione per quanto potessero e non appaia ciò un’esagerazione:

1)Olympe De Gouges (fu Marie Gouze):

a causa della sua infanzia travagliata, adottata in tenera età e sempre in contrasto con i genitori adottivi, volle sposarsi a 16 anni per poter lasciare casa, per poi ritrovarsi un anno dopo vedova e madre di una figlia, conobbe quindi l’ingegnere militare Jacques Bietrix e da quel punto in poi cambiò il suo nome da Marie Gouze in Olympe De Gouges, divenendo in breve tempo autrice di molti manoscritti a carattere romanzesco e poetico, che però la persuadevano a prese di posizione femministe e popolane, ideate in un misto di esperienze di vita assieme a contatti con i Ghirondini, che erano politici dissidenti dalla Monarchia Francese, fondando i Circoli Sociali, così facendo le accuse la vollero al patibolo sotto la ghigliottina, come perseguitati furono pure gli stessi Ghirondini. Autrice di numerosissime opere letterarie, tra le quali ricordiamo la Dichiarazione dei Diritti della Donna e della Cittadina, Il grido dell’innocenza, Lettere alla Regina, il Testamento di Olympe De Gouges, Dialogo tra la Francia e la verità, La schiavitù nera, Epistola a Louis Seize, Il discorso alla francese, Il grido del saggio e la Risposta ai miei calunniatori. Olympe era nata a Montauban presso Tolosa (Francia) il 7 maggio 1748, figlia naturale del padre Jean-Jacques Le Franc De Pompignan;

2) Bartolomeo Maggiocco:

per salvare la fidanzata Giulia Giudice durante le guerre disputate all’epoca delle Repubbliche Marinare, all’alba del 4 luglio 1549 a Rapallo, città dell’attuale provincia di Genova, la strappa dalle grinfie degli assalitori, venuti di sorpresa dal mare, nel vicolo dove la fanciulla abitava, facendoli così fuggire e liberando circa 20 compaesani prigionieri, la sola vittima fu il Prevosto della Chiesa di Santo Stefano, che fu preso di mira per aver fatto suonare le campane dando l’allarme. Successivamente a difesa del paese fu eretto dal 1550 al 10 maggio 1551 il Castello sulla scogliera, a cui tutti fu proibito di far sapere che il personale di guardia era soltanto uno! In tal modo hanno evitato ogni ulteriore assalto, facendo credere chissà in quanti fossero.

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