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Di Gennaro Gelmini
Allorquando le cose si conoscono in maniera approfondita e diretta, non si può non parlarne, che non è il fatto di non avere whatsApp che ci rallenta, i contatti avvengono in altro modo, la velocità ci premia per i contatti diretti che abbiamo mantenuto in tutti questi anni di attività.
Doveroso quindi metterci in campo fino ai luoghi della vicenda, costata la fine per 5 sub italiani alle Maldive, che sono entrati nella grotta Dekunu Kandu senza più riemergere, com'è potuto accadere?
Sentite condoglianze e spiaciuti dell'accaduto, occorre ora fare luce sulla questione.
Per prima cosa analizziamo che mancava una mappa della grotta e questa è una cosa alquanto grave, ciò significa che era poco esplorata e non se ne conoscevano bene le insidie, che sono addirittura 9, in queste righe approfondiremo, oltreché lo faremo stasera in live e pure sabato ne parleremo in una conferenza di mistero live a metà giornata e pure la sera in un approfondimento live sul posto, vedrete dove.
Ed ecco le cause che hanno decretato la fine dei 5 sub italiani:
una grotta senza mappe:
avevo pensato che la prima cosa in questi casi che occorra fare è la rilevazione di mappe che menzionino la grotta in ogni particolare, ma per per questa grotta poco esplorata mappe non esistevano, vengono stilate adesso, a dramma già avvenuto;
la seconda cavità buia:
occorreva arrivare alla seconda cavità, per forse nuovi organismi marini da scoprire, intanto però questa seconda risultava buia, enorme e senza illuminazione solare, facile perdersi;
sabbia nella seconda cavità:
la presenza di sabbia nella seconda cavità della grotta ha fatto si che una volta che i sub vi sono entrati, nell'intero antro si sollevasse tanta sabbia da rendere difficile la visione pure con le torce;
il cambio della luce al ritorno, per la differenza d'orario:
allorquando non si vedeva più granché, a causa della sabbia anzidetta, al ritorno non permeava più come prima la luce dalla prima cavità, a causa della differenza d'orario, evidentemente una grotta in cui permea la luce meglio al mattino che al pomeriggio, rimanendo così l'uscita meno visibile al ritorno se si parte nell'esplorazione al mattino;
una terza cavità quasi sconosciuta:
i sub sono finiti tutt'al più nella terza cavità, quasi sconosciuta e di certo sconosciuta a loro, che entrati lì, credevano di essere nella prima cavità per poter uscire, rimanendo invece bloccati senza possibilità di salvezza e qui rimandiamo al punto successivo;
le bombole e attrezzature non adatte a immersioni a simili profondità:
per immersioni di quella portata occorrevano bombole con una capacità doppia di quelle che i sub finiti avevano e anche bombole di riserva da portarsi appresso, inoltre la grande pressione a notevoli profondità fa si che occorra portare pure delle tute adatte allo scopo, capiremo in questi punti come ciò sia potuto accadere;
l'accompagnatore guida sub esibiva millantate qualità:
chi si è offerto di accompagnare i sub si era di certo dichiarato esperto, altrimenti non l'avrebbero preso in considerazione, lo ritenevano certamente con patentino, mentre invece neanche lo possedeva, in questi casi l'accusa può essere quella di millantate qualità, esibirsi super senza averne i requisiti, ma ormai l'accompagnatore è finito insieme a loro;
il rilevatore di posizione li ha orientati male:
l'uscita è da quella parte, si, certamente era da quel lato della grotta come il navigatore indicava, ma occorreva scendere più in profondità, mentre più sopra si ergeva una terza cavità, che si prolungava nella stessa direzione della prima, quindi nella stessa direzione dell'uscita, però senza sbocco, una galleria a fondo cieco, che ha determinato la fine per i sub;
la pressione nella terza cavità:
La terza cavità è stata creata dallo sbattere delle correnti marine con grande pressione sulle pareti della seconda cavità, la pressione non adeguata all'attrezzatura che i sub portavano ha fatto il resto in questa vicenda, siccome per poter tornare indietro i sub hanno lottato con tutte le loro forze contro una pressione che li sospingeva a tratti sempre verso il vicolo cieco della loro fine.
I miei spunti di riflessione possono servire per le indagini, li ho scritti e pensati io Gennaro Gelmini, pensando alla Terra Cava.
Stasera 28 maggio 2026 live sul canale YT Arcidemone Luvgaar, al corrente titolo e link:
Live con Gelmini su vari argomenti
https://www.youtube.com/watch?v=amNk8XiMEts
Inoltre sabato prossimo 30 maggio 2026 live in conferenza a metà giornata e pure nel pomeriggio una seconda live, si parlerà di misteri delle profondità, vedremo cose interessanti, spero sarete orgogliosi del mio operato, ciò si terrà sul mio canale YT:
https://www.youtube.com/@gennarogelmini
Spero sarete numerosi, perché la conoscenza non è mai abbastanza, occorre sapere!
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