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Di Gennaro Gelmini
Tropical Hydrangea, Dombeya Wallichii: della famiglia delle sterculiaceae, l’Ortensia tropicale spadroneggia, creando una fitta rete di aree verdi partendo dal selciato ghiaioso ai boschi, dalle aree dismesse delle fabbriche ai cortili.
Ciò che mi affascina di questa pianta arborea, intesi quindi, non la vostra cara ortensia , arbusto del vostro giardino, ma un vero e proprio albero, un’ortensia che può divenire alta anche 5 metri secondo gli agronomi, ma di cui sono presenti piante cosidette “madri”, da cui discende a loro volta il resto della “stirpe”, alte anche più del doppio, è il loro riprodursi per il bene di tutta la foresta, ma qui urge che mi debba spiegare meglio, analizziamo quindi i punti cardine di quest’albero:
1) riesce ad attecchire, crescere e proliferare anche in terreni angusti, con mancanza d’acqua per alcuni periodi, con terreno sterile o addirittura tra il cemento o su pietraie o terreni soggetti a particolare erosione e/o frane, in modo da far guadagnare una fetta più consistente di territorio alle aree boscate;
2) alla bisogna può assolvere la funzione di barriera tagliafuoco, in quanto i suoi rami sono ricchi di linf clorofilliana, aventi una percentiale di acqua di gran lunga maggiore rispetto ad altri alberi, mentre i tronchi di più anni hanno una corteccia all’esterno lontanamente simile a quella della Robinia, ma internamente spugnosa, resiste ai principi d’incendio;
3) per la loro capacità di riprodursi tramite un raffinato meccanismo di trasporto delle sementi, è facile trovarle a notevole distanza le une dalle altre;
4) la capacità di resistere alacremente anche agli inverni nevosi e gelidi del clima temperato anche grazie alla caducità delle foglie che permette un buon riposo invernale;
5) nessuna parte della pianta è velenosa, evitando così pericoli per bambini e animali che ne fossero attratti, cosa ben diversa dai velenosi frutti neri del lauro ceraso o delle foglie della stella di Natale.
La sua diffusione la deve anche al fatto di essere una pianta poco conosciuta, nessuno si era posto la questione relativa alla sua presenza all’infuori dei giardini coltivati, adesso l’ortensia tropicale ha già attecchito in molte aree d’Italia, compresa la Pianura Padana, ho gradito molto il suo modo di conquistare facendosi benvolere.
I rami giovani della pianta sono vuoti nella loro parte centrale, ma con gli anni divengono pieni, identici a quelli degli altri alberi; se la primavera è calda e piovigginosa a stretti intervalli, le foglie possono divenire talmente enormi da poter essere utilizzate come riparo per la testa durante la pioggia, ne basta semplicemente anche una sola!
Non tutte le invasioni agiscono mostrandosi apertamente, di quel piccolo arbusto dai fiori riuniti in inflorescenze sferiche a pannocchie, esiste questa sorella mastodontica quanto maestosa, l’ortensia tropicale, già 10 anni or sono, avendone scoperto due esemplari di essa, non trovando chi mi potesse elargire maggiori informazioni su di essa, mantenni il segreto sulla loro presenza, che come pianta alloctona, originaria dell’Africa e largamente diffusa negli Stati Uniti d’America, non sarebbe stata amata (per questo le foto sopra postatevi non identificano una precisa località dove possiate trovarla), poi col tempo ho scoperto anche la loro pianta madre, che supera di almeno 4 volte le dimensioni massime che dovrebbero avere tali alberi, almeno 20 metri d’altezza; riuscendo ad impollinarsi con altre 10 ortensie tropicali stavolta coltivate e trovando il modo “sfizioso” di far trasportare le sementi, eccola divenire ovunque presente, c’è chi la scambia con la pianta del gelso, ben diversa ad un occhio più attento.
Oggi vado a raccogliere delle foglie di alloro da utilizzare come spezia negli alimenti, non vadano confuse col, seppure diverso, lauro ceraso, che è velenoso.
Tante persone si domandano come possa avvenire la pacifica invasione extraterrestre se ancora nulla si vede, ma ne siete sicuri? Tutto sta avvenendo come per l’ortensia tropicale, ci si accorge della sua presenza soltanto quando la si ritrova sotto casa, avvistamenti e prove della presenza delle Creature extraterrestri sulla Terra continuano a pervenire senza sosta, ve ne tornerò a scrivere e presentarvi nuove foto a testimonianza.
Articolo pubblicato per la Giornata Mondiale della Terra (Earth Day), festeggiamento che avviene il 22 aprile; un altro link con immagine interessante è questo: http://anna-rinaldi.over-blog.it/article-la-terra-e-il-nostro-nido-103850370.html (la Terra è il nostro nido).
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