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Chi pensa a Malpensa?

Aereo-Malpensa.jpg

Un bus è diretto all'aeroporto, tutti i passeggeri sono in trepidante attesa di arrivarci, non possono permettersi di perdere l'aereo, tutti tranne due, che non lo prendono affatto; arrivati all'aeroporto dalle loro borse non escono indumenti, vestiti di tutti i colori, camice fiorate all'hawaiana, bensì striscioni con frasi che scandiscono le necessità dell'aeroporto Malpensa in relazione al territorio circostante, la frase del mio striscione era in rima, “Chi pensa a Malpensa?”, apprezzata da alcuni giornalisti che mi disposero in primo piano in alcuni loro scatti fotografici e chissà, quelle foto si potrebbero ritrovare, semplicemente per averne una copia pure io, il solo unico nostro compagno che poteva sembrare un po’ strano si era messo un modellino di aereo di cartone dietro le spalle a modo di croce, mentre dal traffico veicolare momentaneamente bloccato dalla nostra manifestazione vociavano arrabbiati passeggeri con borse trolley, rimasti inevitabilmente contrariati.

Nel bel mezzo del corteo si discuteva di politica, le faccende di noi stessi politici in carriera, a quei tempi non c’erano scaramucce (ricordo pure della torre di controllo dell’aeroporto che non era ancora in funzione, cosa alla quale si ovviava), mentre tra i manifestanti c’erano contadini tiravano fuori qualche omaggio di alimentari chicche varie per sostenerci tutti.

Un nostro sopralluogo nelle settimane precedenti con autorevoli esponenti di associazioni ambientaliste e chi più ne ha, più ne metta, seguito da un dibattito politico, aveva evidenziato la soluzione, inquinamento per decollo e atterraggio andavano combattuti tramite la tecnologia, sostituendo gli aerei più vetusti, quindi più inquinanti, dove per inquinamento si intende quello da kerosene e quello da rumore, con i nuovi prototipi e dislocandone le rotte, senza più tutto quel saliscendi sull’attigua area del fiume Ticino che, ricordiamo, è anche Parco Naturale, le rotte venivano adesso scandite sull’intera Pianura Padana e fu così che l’annosa questione fu risolta.

Malpensa, nome elargito dalla Cascina Malpensa, un aeroporto che serve i Milanesi e gli abitanti dell’ovest della regione Lombardia ma non solo, non poteva sfruttare tutto al più i cieli della regione Piemonte, i Torinesi già hanno l’aeroporto di Caselle.

 

Agli inizi, quando la soluzione della dislocazione delle rotte si delineò in tutta la sua proverbialità, non si poteva rivelare ciò che si era fatto, per questo la notizia non si seppe largamente, come non si seppero più le vicissitudini aeroportuali legate ai centri urbani nei pressi dell’aeroporto Malpensa, proprio perché risollevati dall’annosa questione, il solo errore me medesimo Gennaro Gelmini lo compii quando rivelai che le rotte erano state dislocate ad una persona poco coerente, ecco allora dimostrato che gli usufruitori del servizio non gradiscono, accigliandosi, che gli aerei che utilizzano i loro stessi concittadini possano sorvolare le zone soprastanti paesi e città nei quali loro stessi abitano, seppure stavolta volando a più alta quota poiché non più abbisognandi di effettuare virate per accedere successivamente ad altra direzione. Era stata compiuta una ragguardevole Vittoria Alata nel vero senso della parola, per il bene di tutti, se però avessimo dovuto chiedere il consiglio di tutti, non l’avremmo mai ottenuto.

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