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Gennaro Gelmini le origini

Per comprendere meglio come faccio a destreggiarmi nella vita, bisogna comprendere le mie origini.
Da bambino ero timido, anche se diversi accadimenti mi fecero scoprire precocemente la Fede in prima persona, ed essendo appassionato di musica, sono riuscito ad iscrivermi alla Società Italiana Autori ed Editori (SIAE) per 5 anni come cantautore, questo ha fatto si che sfumassero le mie lontananze dalle persone estranee, ma per meglio valorizzar le mie doti, voler essere altruista ed interessarmi di problemi ambientali, decisi di entrare in politica, riuscendo a giugno del 1999, quindi all'età di soli 24 anni, a candidarmi Sindaco di Marzio (VA) con la lista civica ambientalista “Fior del Gelso”, ma non riuscendovi a diventare, poiché il principale pensiero degli elettori andava incontro all’economia e non all’Ambiente, inoltre si erano candidate ben 3 liste in un paese di soli 302 abitanti, si erano candidate gran parte delle famiglie del paese, per poi votare per se stessi, quando invece poco tempo prima le altre due liste avrebbero voluto coalizzarsi in una sola.

Ma se si segue l'economia dove finisce l'ambiente?

Ero stato sconfitto alle elezioni di Marzio (VA), avevo imparato a contattare masse intere di popolazione e a fare documenti su documenti, ma dove sarebbe finita la Terra, che badava all'economia a discapito dell'ambiente?

Pregai quindi Dio di farmi conoscere il futuro, di farmi sapere come mai si permettesse che l'ambiente fosse deturpato senza poter fronteggiare tale scempio.

Ma ancor prima che la mia carriera politica avesse fine, poiché, ad esempio, tentai anche di candidarmi a Cuasso al Monte (VA) senza però riuscire ad ottenere le 60 firme richieste degli abitanti di Cuasso, e aver capito già prima come sarebbe negativamente finita per Marzio, una mattina della primavera del 1999, 4 creature entrarono a casa mia e una di loro mi colpì con un raggio bianco che mi trasmise cerebralmente delle immagini riguardanti il futuro del pianeta Terra.

Ma erano solo delle immagini, e quindi io non ci capivo un granché, decidendo di recarmi in meditazione in montagna in Piemonte, affinché quelle immagini le potessi comprendere meglio e trasformare in messaggi scritti, approfittando delle 4 settimane di vacanza dal lavoro che avevo ad agosto del 1999; la prima volta andai con mio padre all'Alpe Pogallo, situata nel Parco Nazionale della Valgrande, ma non riuscii nel mio intento meditativo, quindi decisi di ritornare da solo nello stesso luogo, e dopo diversi giorni, sedendomi su di un masso ai bordi del vecchio sentiero che conduceva all'alpe, arrivò ciò che sembrava al primo aspetto un uomo qualunque di alta statura, 2 metri o poco più, biondo e con gli occhi azzurri, che con una ben definita voce metallica mi disse di rimanere ancora alcuni giorni nel luogo in cui mi trovavo, l’Ape Pogallo, e io però gli risposi che avevo finito il cibo, ma lui mi ripeté che io dovevo rimanere sul posto ancora alcuni giorni, se proprio avevo bisogno potevo scendere in paese per provviste, ma sarei subito dovuto tornare all'alpe.

Ed ecco che quello strano tipo continuò a camminare proseguendo sul sentiero e dopo poco sparì dietro un albero, a quel punto mi chiesi perché quella "persona" mi aveva detto quelle cose senza neanche dirmi come si chiamava, così gli corsi dietro, ma non lo vidi più, da una parte dell'alpe c'era il versante impervio della montagna, dall'altra parte il prato e il torrente, ma non vidi nessuno, così chiesi agli alpigiani, che in quel momento giocavano a carte all'aperto, se avevano visto qualcuno, ma la risposta fu negativa, eppure un "uomo" alto 2 metri, se non di più, non poteva sparire nel nulla, in realtà sarà stato per forza un extraterrestre della razza "nordico" (mentre altri extraterrestri che ho incontrato non sempre avevano l'aspetto di ominide); comunque seguii il suo consiglio, e, anche se mi era rimasto solo un panino con il tonno come provviste, riuscii a resistere comprando del miele dell'alpe, e ad acqua e miele continuai i miei giorni, finché quelle immagini si trasformarono, con meditazioni e preghiere, in messaggi da consegnare a tutta l'Umanità, ma non era di certo semplice, io non me la sentivo, come avrei potuto fare?

Smontai la tenda e tornai verso casa, ma volendo seguire il sentiero vecchio, da dove era apparso quello strano tipo, dovetti passare da una cappellina avente un affresco della Madonna da cui osservai veramente che, d'improvviso, iniziò, dalla fronte dell'Immacolata, a scaturire del sangue, quindi ero talmente estasiato dall'avvenimento, che, poco più avanti, quando trovai una vipera che prendeva il sole proprio in mezzo al piccolo sentiero, non esitai a fare una cosa che non avrei mai fatto: presi con le mani la vipera per la punta della coda e la spostai delicatamente più in là.

Mentre traversavo il Lago Maggiore in traghetto, non riuscivo a trovare la forza per poter comunicare i messaggi sul futuro del Mondo alla gente, ma proprio in quel momento sentii come una voce che mi sussurrò che ero nelle mani di Dio, e quindi mi sarebbe stata data la protezione per poter diffondere il messaggio senza pericolo, e in quel momento mi dimostrarono quanto ero nelle loro mani, difatti il motore principale del traghetto andò in avaria e le onde del lago, in quel giorno di forte vento, lo facevano inclinare a destra e a manca, inoltre il traghetto era pieno zeppo di camioncini del mercato di Intra, che assieme a Pallanza costituisce la città di Verbania, capoluogo di provincia, se non che il Capitano dell’imbarcazione aveva fortunosamente tentato di continuare la navigazione con i motori laterali adatti solo alle manovre a destra e a manca, quindi ondeggiavamo ancor più pericolosamente e parte dei marinai si erano messi a pregare, ma allorquando accettai mentalmente la mia missione, proprio in quello stesso istante il vento e le acque si placarono e il motore principale tornò a funzionare.

Nel mentre era arrivata anche la Capitaneria di Porto con un gommone in attesa di arrivi più consistenti, ma il loro aiuto non ci servì, Dio aveva già provveduto e me medesimo Gennaro Gelmini seguii le Sue Divine indicazioni senza mai venirne meno.

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