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Di Gennaro Gelmini
Di persone che vanno e che vengono ce ne sono tante, in Svizzera si entra con una semplice Carta d'Identità per i cittadini della Comunità Europea e questo per il flusso turistico, mentre per chi permane in territorio elvetico per più di settimane scatta l'obbligo di regolarizzazione, occorrendo un lavoro e un alloggio.
Vari i movimenti emigratori, tra i più insoliti gli italiani che emigrano in Albania e Marocco per fare i pescatori, evitando così di incappare nelle norme restrittive della Comunità Europea, potendo pescare come si vuole, oppure verso la Turchia, per lavorare per le aziende di elettronica.
Dovendo iniziare quindi con un discorso più largo, allorquando lavorai per le Autorità di Frontiera, mi accorsi che esisteva pure l'immigrazione clandestina dalla Svizzera all'Italia, che qui si guadagna di meno, però pure i costi della vita sono di meno, un mio amico di colore in Italia per motivi di salute, mi diceva che a Milano aveva trovato la cura giusta, poi non l'ho più né visto, né sentito e su questi casi c'è da farci un pensiero arguto quanto necessario.
Vestiti abbandonati, non è spazzatura, sono indumenti come nuovi abbandonati dagli immigrati, emigrati in Svizzera soprattutto per motivi lavorativi, un maglione dato dalla madre con l'intenzione di coprirsi dal freddo delle Alpi immagino, varie cose, il clandestino cambia vestiti per evitare di essere più facilmente riconosciuto.
Cambio di vestiti, nessun documento, emigrare così ve lo sconsiglio, poiché c'è il rischio di sfruttamento, niente identità, niente usi e costumi, ciò significa avere alienati pure i diritti, quanti spariscono nel nulla che garanzia hanno che gli vada bene? Nessuna.
Allora conviene? Mai.
Recatomi in Svizzera per studiare qualche parola di tedesco in una nazione che parla correntemente almeno 3 lingue, tedesco, italiano e francese, dove conoscono pure bene l'inglese, ho apprezzato che di tedesco ci sono varie espressioni, modi di dire, una lingua non facile ma nemmeno difficile da imparare, in cui mi ero involontariamente recentemente imbattuto con quel "guten morgen" un bel mattino del mio risveglio alla vita, con quella gh la cui pronuncia corretta per gli italiani che ci seguono è guten morghen, da lì partii a studiarlo, che se i tentativi in precedenza erano stati vani, adesso c'era stato quell'impulso che prima era mancato, consentendomi così uno studio motivato.
Un fisioterapista, nella mia riabilitazione da un'ernia ombelicale, conosceva il tedesco e così continuai, per recuperare bene ci vogliono appunto vari stimoli, li ho trovati.
E adesso tornando agli immigrati irregolari, non accetterei mai di perdere le mie radici e i miei diritti, non accetterei mai di perdermi, quel maglione così bello fatto con vera lana di capra, stivaletti come nuovi, anche così si perdono le proprie radici, abbandonando quel poco che si ha di se stessi, dei nostri ricordi, quello mai, meglio esserci, meglio far valere i propri diritti nella società, evitando così situazioni di gran lunga negative, pur sempre nel rispetto degli altri, della società tutta, poiché per rispettare la società, bisogna innanzitutto rispettare se stessi.
Molto meglio quindi una emigrazione e immigrazione a maglie larghe che una irregolare, meglio esserci, questo mio era un piccolo pensiero, Gennaro Gelmini mette sempre per iscritto i suoi pensieri e si continua, provo dispiacere per chi emigra illegalmente, non lo fate! Ho trovato utile questo argomento, così ho scritto quest'articolo.
Nella foto free sopra: vestiti abbandonati alla stazione di Porto Ceresio in provincia di Varese, non lontano quindi dalla frontiera tra l'Italia e la Svizzera, a chi appartengono? Quasi certamente ad uno o più emigrati/immigrati irregolari.
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