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Di Gennaro Gelmini
Ho comprato delle zucchine e mancava il sacchetto di carta, allora ho dovuto prendere quello di plastica il risultato è che ho speso 3 centesimi di Euro per quel sacchetto, altre volte solo un centesimo, denaro che andrà al supermercato, che pagherà la ditta fornitrice di quei sacchetti, la quale ogni anno deve pagare per avere la licenza a poterli produrre, perché i sacchetti biodegradabili, che sono prodotti col mais, sono una invenzione tecnologica e sovente si paga per poterli anche solamente produrre.
E voglio tornare ad andare oltre ad investigare, che ragionatevi un po’ sopra, che se una volta la plastica veniva fabbricata col petrolio e quindi con qualcosa che scaturiva da sottoterra, adesso occorrono estesissime piantagioni di mais per produrre quei sacchetti di plastica, mais che siccome non è prodotto per uso alimentare, per aumentarne la produzione per metro quadro, ad essere coltivato è mais transgenico e adesso che occorre coltivarne infinitamente di più, giacché occorre produrre miliardi di sacchetti di plastica, che non possono più venire prodotti col petrolio, dove viene coltivato?
Si è detto che la popolazione non può essere privata dei terreni utili alla coltivazione delle piante da cui trae nutrimento, certamente, allora ecco spuntare un campo di mais transgenico in Brasile, poi sviluppare sementi di mais transgenico che sappiano crescere e produrre in climi freddi ed ecco un campo di mais spuntare in Alaska, un altro in Siberia, un’altro in Groenlandia, con incendi nelle relative aree geografiche per lasciare posto alle nuove coltivazioni.
E mentre all’opinione pubblica arriva il messaggio che si è sconfitto l’utilizzo del petrolio per i sacchetti di plastica, gli incendi continuano a divampare, ma dai, veniamo alla terza distruzione, perché non c’è 2 senza 3.
Guardiamo un sacchetto di plastica biodegradabile e sovente scopriamo che è prodotto in Austria, buon per loro, però ho scoperto che numerosi sacchettifici in Italia sono falliti, perché non sono riusciti a conseguire la licenza a poter produrre i sacchetti in plastica, ovvio poi ci scommetterei che il mais che quei sacchettifici devono utilizzare, dev’essere quello prodotto da chi elargisce la licenza, quindi fanno tutto per conto loro, gli altri a casa, così avranno più tempo libero, suvvia!
Ma ci volevo per forza io Gennaro Gelmini per quest’articolo? Non sapete o non volete sapere?
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