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Di Gennaro Gelmini
Tanti i tasselli mancanti di questa vicenda, l’esplosione alle raffinerie di petrolio avvenuta in Arabia Saudita, difatti manca la rivendicazione da parte dell’Iran, allora è doveroso porsi delle domande, pure perché non è l’unica esplosione in raffineria del momento, che immediatamente dopo il fattaccio in Arabia Saudita del 14 settembre 2019, è esplosa la raffineria di Sannazaro de’ Burgondi in provincia di Pavia in Italia ieri mattina 17 settembre 2019 è esplosa anch’essa, ma nulla, nessuna rivendicazione, guasto tecnico.
Il petrolio grezzo, il greggio, contiene gas altamente infiammabili, che vengono separati prima della sua raffinazione, un processo che nelle raffinerie si fa di routine, sempre alla stessa maniera dal secolo scorso, migliorando i metodi di raffinazione, senza calcolare un’improvvisa accelerazione dei gas contenuti nel petrolio, che essendo superiori a quanto previsto, non sono stati dovutamente eliminati e da qui il motivo delle esplosioni, ricordiamo, avvenute pure in Italia e non certo per mano dell’Iran.
Scritto a ruota libera, che ora che il geomagnetismo è cambiato, pure il petrolio è cambiato nella composizione, la magnetosfera non è più la stessa, il petrolio che sgorga non è più lo stesso, cioè, è aumentato nel suo contenuto in gas infiammabili, esplosivi, da qui gli enormi danni degli scorsi giorni alle raffinerie.
Il petrolio esploso in Arabia Saudita era quello del carico ed inizio raffinazione al venerdì 13 settembre 2019.
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