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Di Gennaro Gelmini
Tornate indietro nel tempo, se vi capita e armatevi di Buone intenzioni.
Basta giochi di parole, passiamo all’azione, cercando il perché ai guerrieri mascherati che in alcuni momenti e ambiti storici compaiono, sempre però senza un volto, perché una maschera li copre.
Già conosciuti 2 dei motivi che inducono a portare una maschera, che sono quello di proteggere il viso da lame e frecce e quello di evitare di farsi riconoscere e qui la nostra ricerca si divide in 3 tronconi.
Nel primo abbiamo la volontà di celarsi affinché l’azione gloriosa del guerriero mascherato vada ad onore di tutta la comunità del guerriero stesso, nella seconda troviamo un motivo di Fede terrena o celeste che sia, che induce il guerriero a lottare, mentre la gloria andrà al Dio o alla Dea, oppure al Re o alla Regina e alla Nazione di appartenenza, non avevate mai pensato a queste cose?
La terza, manco ci avevate pensato, è altresì lodevole, cita infatti situazioni di popoli in lotta fuori sede si direbbe oggi, ovvero siccome i guerrieri e tal volta ogni componente maschio della popolazione usciva dai confini nazionali, invadendo altre terre, per combattere e per proteggere, chi rimaneva a protezione del territorio dal quale questi guerrieri partivano? Tal volta nessuno?
Ciò accadeva a quelle terre che dovevano dare un numero consistente di guerrieri all’esercito, oppure in quelle terre dove il popolo veniva talmente spronato a combattere, che nessun uomo adulto osava evitare di partire, in questi luoghi mancava quindi protezione, divenendo preda di saccheggi o peggio.
Era quindi necessaria una protezione amica, talmente amica, che ecco saltare fuori questi soldati, guerrieri senza scrupoli ne dimora, che apparivano dai boschi e sparivano nei boschi, senza che nessuno potesse conoscere la loro identità, potendo soltanto la popolazione ringraziare il guerriero a fine combattimento, che il guerriero mascherato agiva nell’ombra si direbbe, ovvero agiva a campione, che non potendo oggettivamente dominare la scena della battaglia, combatteva il nemico uno ad uno, prendendolo di soprassalto, quando questi meno se lo aspettava, disarcionandolo e combattendolo in base alla gravità della situazione, sulla base della gravità degli atti compiuti dallo spudorato che attaccava la popolazione inerme.
Si, però chi era il guerriero mascherato, mentre tutti gli uomini capaci erano impegnati in battaglia in terre lontane?
Ecco trovato perché evitava di mostrarsi in volto il guerriero mascherato era una donna! Si, era una donna, capace di attaccare, combattere, vincere il nemico, eppure ai tempi non si poteva!
“Non dire nulla, se lo sapessero!” Rammentava sovente il maestro d’arme, mentre insegnava a maneggiare di spada, era il Frate, Stregone, Druido, Alchimista, Mago, Erborista che evidentemente parlava, ovvero, quello stesso Frate che aveva spronato la popolazione alla battaglia, per forza, che altrimenti i territori, la popolazione e gli armenti sarebbero andati perduti, lui poteva tranquillamente farsi vedere in volto, perché tutti sapevano chi era e cosa poteva fare, mentre il guerriero mascherato no, resta comunque evidente il cerchio ristretto di contatti che permettevano al guerriero mascherato di avere maschere e all’occorrenza l’armatura, d’altronde il maniscalco e ciò che concerneva la professione, lo sapevano benissimo fare anche le donne, che serrare cavalli occorreva e qualche cavallo era pur sempre rimasto, almeno per i lavori domestici, arare i campi, tirare l’acqua dal pozzo, eccetera e nel frattempo si erano pure riprodotti, donando nuovi puledri, che potevano pure essere utilizzati dal guerriero mascherato, anche se lui (lei) preferiva di gran lunga tendere agguati, per prendere i malfattori uno ad uno.
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