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Resistenza delle case ai terremoti: ipotesi sul balletto di cifre

Resistenza delle case ai terremoti: ipotesi sul balletto di cifre
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Riguardo il terremoto sull’Isola d’Ischia, cruciale è l’errato epicentro, che per alcuni giorni era ufficialmente reputato in mare, mentre poi ci si è ufficialmente accorti che era sulla terraferma, proprio sui monti in centro all’isola, eppure per questo evento, che ricordiamo avvenuto sull’Isola d’Ischia in provincia di Napoli il 21 agosto 2017, nessuno sembra volersi accorgere che spostando il luogo del terremoto, cambia pure la distanza delle centraline di rilevamento sismico dal luogo del terremoto, occorre quindi si debba ricalcolare la magnitudo, che diviene così maggiore del 4.0° Richter e per dare accredito a ciò, ricordardiamo che al terremoto sono seguite 20 scosse di assestamento, oltreché notare, il terremoto di Ischia è avvenuto il mese successivo alle fumarole, dicevano causate da degli incendi, mentre potevano essere proprio le fumarole causa degli incendi, che nella stessa area geografica risalirono per settimane sulle pendici del vulcano Vesuvio, nel mese di luglio 2017, momento in cui in molti ci tenevano ad asserire che mancava la connessione tra fumarole e terremoti, allorquando me medesimo Gennaro Gelmini scrissi l’articolo “Teoria vulcanica incendi sul Vesuvio a Napoli e meteorite a Londra” al link:

http://gennaro-gelmini.over-blog.it/2017/07/teoria-vulcanica-incendi-sul-vesuvio-a-napoli-e-meteorite-a-londra.html 

Le case di Casamicciola Terme, rinomato paese dell’Isola d’Ischia, hanno resistito le più al terremoto, qualcuna è crollata, però occorre sapere che ciò è dovuto ad una magnitudo maggiore rispetto ai 4.0° Richter indicati per l’evento, perché appunto cambiando l’epicentro, occorre ricalcolare la magnitudo e ciò si è mancato di fare.

Foto in alto: Porto di Napoli in un'immagine free dall’archivio di famiglia.

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