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Di Gennaro Gelmini
L’Italia è una delle Nazioni nella quale si fa distinzione tra inoccupati e disoccupati, gli inoccupati sono disoccupati, però di lunga durata e per questo non sono più conteggiati come disoccupati, così facendo, la disoccupazione può risultare allo 0%, mentre può essere anche al 100% seguendo un calcolo matematico nel quale i disoccupati lo siano da almeno 7 mesi, divenendo di fatto inoccupati.
48000 inoccupati in più in Italia in questi ultimi tre mesi, da ottobre a dicembre 2015 e adesso che siamo a gennaio 2016 cosa ci rimane?
Ci rimangono i soliti a trollare i disoccupati, pardon, inoccupati, dicendogli che non hanno voglia di lavorare, senza contare l’affetto per l’Italia di tanti che sono dovuti andare all’estero per riuscire a fare una vita degna.
Scrivo negli interesse sia dei lavoratori, sia dello Stato, che non dimentichiamo mai, si assicura denaro tramite le tasse sui lavoratori, che non lavorando più, non le pagano più, con conseguenze prevedibili per chi le sa calcolare.
Per chi ci segue traducendo il blog, senza comprendere la lingua italiana, mi accorgo che tal volta i traduttori automatici non fanno distinzione tra parole simili, aventi però significati diversi, provedo io almeno per la traduzione in inglese, disoccupati si traduce unemployed, inoccupati si traduce unoccupied, mentre pardon è dialettale, in italiano significa scusa, scusate, in inglese si traduce sorry.
“Tutto va e tutto torna” è una mia massima, “ciò che facciamo, ci ritroviamo”, nell’interesse appunto di ognuno.
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