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Regime delle acque e alluvioni da combattere

Regime delle acque e alluvioni da combattere
Regime delle acque e alluvioni da combattere
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Ogni regime delle acque vuole una sua regimazione, ma cos’è una regimazione?

Allorquando abitavo a Milano, già d’estate, ma anche in inverno, andavo in vacanza sul Lago Maggiore, oltreché a Napoli e se a Napoli tutto filava liscio un tempo, anche perché i nonni tentavano, riuscendoci, di darci una visione ottimistica della città, sul Lago Maggiore occorreva fare i conti con le alluvioni, ma pure per quelle avevamo una visione ottimistica, in quanto poi dopo sbocciava la primavera e per l’estate si evitava l’arsura.

Durante le vacanze al lago, a Laveno, mi svegliavo molto presto la mattina, alle 7 (il mio record è comunque alle 3 e mezza della notte, per andare a lavorare, oltre ai turni di notte), al suono del grillo, una cavalletta che entrava dalla finestra appena aperta da mio padre, tutte le mattine mio padre la apriva e tutte le mattine la cavalletta entrava e pure se mia madre mi rincuorava dicendomi che non sarebbe più successo, la cavalletta sempre entrava, finché mi ci abituai.

Svegliandomi presto, mi venne di fare delle prove con la ghiaia del selciato del giardino, ovvero tappando lo scarico alla fontanella esterna alla casa, finché la ghiaia veniva inondata dall’acqua, il gioco consisteva nel preparare delle dighe con la ghiaia prima che l’acqua esondasse dalla fontana, tentando di stabilire il record di permanenza dell’acqua tra la ghiaia prima che finisse nel canale di scolo, tengo comunque a specificare che ai tempi, con le continue alluvioni che in zona si verificavano, ciò che più importava non era lo spreco dell’acqua, che ce n’era fin troppa, con piogge che tal volta duravano ininterrottamente anche per 2 settimane di seguito, era avere metodo nel saper contenere le acque, a ciò aveva ragion d’essere questo mio passatempo, che può sempre tornare utile.

E continuando, un inverno con la neve ma enormemente freddo lo trascorremmo a Vararo, frazione di montagna del comune di Cittiglio, dove io Gennaro Gelmini e mio fratello ci divertivamo di giorno a scendere su di un semplice sacco di plastica il versante innevato della montagna a fianco a casa, non ho mai visto una pendenza maggiore per una pista su neve, di più c’è solo lo strapiombo, la discesa avveniva con certezza matematica, senza sforzo, mentre la casa era una baita che pure Heidi si sarebbe sognata e c’erano pure le capre nei paraggi.

Così, ammirando la natura, ci è capitato numerose volte e ci capiterà sempre, di essere andati a visitare luoghi in cui la regimazione delle acque è stata la migliore idea, con fiumi deviati in luoghi in laghi per mantenere inalterato il livello delle acque contro l’interramento.

Dove sorgenti sotterranee alimentano il lago, anche questo è un modo per evitare l’interramento, apprezziamo quindi la natura, sapendola rispettare con ciò che ci dà, che non c’è vita senz’acqua.

Stavo già scrivendo quest’articolo e vedo che capita a fagiolo, ovvero proprio nel momento giusto, giacché oggi 22 aprile 2021 si festeggia la 51° giornata Mondiale della Terra, il giorno giusto per far riflettere sull’importanza della regimazione delle acque.

Ho già trovato le foto, le ho fatte oggi stesso e a corredo di quest’articolo ci stanno benissimo, perché, dove potevo stare? Dove potevo andare? Certamente non a fare una fila chilometrica, quella la rimando a domani, le foto immortalano lo scorrere delle acque sotto un ponte e dell’erba con lunghe foglie antidilavamento a protezione del terreno.

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