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Di Gennaro Gelmini
Non che non ne voglia trattare e sia inteso, non che altri come noi non ne vogliano trattare, non è per la scomodità dell’argomento, ma più per l’impresa a trovare un perché plausibile senza poterlo trovare.
E’ tuo nemico! Nemico, quale nemico?
Magari 2 persone che nemmeno si conoscono, arriva un terzo incomodo a farle aizzare l’una contro l’altra, è questa la guerra?
Per fare un aneddoto, mi ricordo della storia, trasmessa in TV, di un produttore di armi che si era invaghito di una fanciulla il cui padre chiese il perché della guerra e il produttore di armi a rispondere che è una pazzia, quindi, siccome la guerra è una pazzia, perché la fate? Fate una pazzia per amore, ovviamente in accordo con la persona amata, invece che odiare una qualche persona a tutti gli effetti uguale a voi.
Il buon esempio, certo, dare il buon esempio, ma come si fa a dare il buon esempio in un Mondo dove la regola è comprare e poi buttare?
Non ci si affeziona più a nulla, ma se non ci affezioniamo a nulla, come si potrà amare per sempre?
Avete provato a viaggiare per paesi stranieri e non capire niente della lingua e niente di niente? Vi dico, o li amerete o li odierete!
Per amarli occorre che vi sentiate parte di loro, per sentirvi parte di loro occorre starci a contatto, per starci a contatto occorre andarci!
Va bene lo stesso?
Io nei miei viaggi ho imparato che per farsi capire occorre comunque non rimanere mai zitti, unire ai gesti le parole, unire alle parole frasi scritte nella loro lingua, su di un foglietto, ok, oggi usate il telefonino.
Tutto torna: la spinta a distruggere per ricomprare, voluta dall’economia, ha sviluppato un distacco dalle cose, spaccare per ricomprare, peccato che poi, oltre ai rifiuti, si sviluppi una spinta alla distruzione, che dopo aver distrutto per ricomprare il nuovo, si passa alla distruzione dell’altrui cosa e dopo la distruzione delle cose altrui, pure la vita perde valore, di qui il passo è breve.
Spero che quest’articolo possa servire a sviluppare nuova cultura che interrompa la devastazione, una cultura del rispetto reciproco, una cultura per una nuova ricostruzione.
Gennaro Gelmini, 25 aprile 2019
Per tanto pensare, mancò il tempo di pensare alla guerra.
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