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Di Gennaro Gelmini
Le cronache locali raccontano ciò che è storia locale e internazionale, ovvero dei valorosi Monaci provenienti dal Peloponneso e Costantinopoli marciarono verso nord per fuggire alle persecuzioni degli iconoclasti.
Spieghiamo meglio, una corrente religiosa cristiana che si rifaceva al Vescovo Ario di Costantinopoli metteva al bando le icone cristiane, cremando i corpi dei Santi e facendo a pezzi le rappresentazioni scultoree e pure su dipinto di Santi Madonne, Gesù, Divinità in genere, e a ciò occorreva opporsi.
Per quasto fu combattutala la Quarta Crociata contro Costantinopoli, non per razziare tesori come comunemente si crede, ma per salvare quei tesori dalle grinfie di chi li voleva distruggere, così fino all’Alto Medioevo, fino all’ufficiale scoperta del Continente Americano che mise mano ad altri lidi.
Nel tempo delle persecuzioni iconoclaste, dei Monaci Guerrieri fuggirono da Costantinopoli per salvare la statua in legno della Venerata Madonna del loro convento o comunque di zone crconvicine, immaginiamo l’abiano salvata trasportandola su di un carro trainato da buoi come si usava un tempo per i trasporti pesanti, transitando dai territori al di là del Mare Adriatico, fino ad approdare in Pianura Padana, l’attuale Italia, ed inerpicarsi più a nord in Valle Olona in un luogo che reputarono sicuro, alla fine della valle, sul prospiciente Monte Morone.
I Monaci abitavano a quei tempi in zone romite, isolate, dovevano quindi essere bravi anche di spada, per l’eventuale benvenuto al convento di qualche aggressore.
In zona infine, tra Milano e l’attuale Cantone Ticino in Svizzera, vi erano gli Uboldi, un gruppo di mercenari razziatori anch’essi iconoclasti e proprio per fuggire da essi i Monaci del Monte Morone, monte situato tra le alture a nord dell’attuale città di Malnate in provincia di Varese, dovettero incerare, ovvero ricoprire di cera, la statua della Madonna, ovvero la Vergine Maria con in braccio il Bambino Gesù, chiuderla all’interno dell’altare e siddetto altare soprastarlo di un altro altare per celare la statua pure soltanto all’idea che potesse esserci, scomparsa che era.
Poi, tramite dei più recenti lavori di ristrutturazione, è tornata alla luce, la Madonna del Monte Morone ora è salva e ne siamo ben felici.
La chiesa che ospita la Madonna è attualmente sconsacrata e sperando la riconsacrino presto, per intanto stasera è aperta al pubblico, cosa sovente rara, per gli incontri del Festival dei Curiosi, l’ultimo dei quali proprio stasera 22 maggio 2018 alla Chiesa del Monte Morone detta Villa Monte Morone alle ore 20:30, in zona nord est di Malnate.
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