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Di Gennaro Gelmini
Figlio/a: “babbo, me la leggi una fabia?”
Papà: “certamente, dopo però dormi”.
Il padre prese un libro e sebbene non sapesse in che anno fosse stato scritto, iniziò a leggerlo.
Papà: “c’era una volta un Mondo pieno di prati in fiore, la pervinca, l’anemone, la rosa, tutto un corollario di fiori, la sulla, il trifoglio fiorito, la lupinella, la ginestra, il rododentro, prati di mille fiori, dove la gente giocava allegramente, correndo e salterellando come gli pareva, trovando da mangiare dalla natura stessa e così viveva”.
Figlio/a: “ma papà, è soltanto una fiaba inventata?”
Papà: certamente, d’altronde ci sono scritte in essa cose che non abbiamo mai visto, potrebbero non esistere, ma adesso dormi”.
Figlio/a: “babbo, domani posso giocare?”
Papà: “si, certamente, però quel gruppo di scarafaggi non portarmeli a casa”.
Figlio/a: “ma babbo, sono così carini e intelligenti”.
Papà: “si, saranno pure carini e intelligenti, ma non mi piace quando si mettono a fare pulizie nella casa d’altri, dopo non è più vivibile”.
Figlio/a: “certo babbo, però io ho paura”.
Papà: “di cosa hai paura piccino/a?”
Figlio/a: “di quegli uomini cattivi, che ci possono portare via di qui”.
Papà: non avere mai paura figlio/a mio/a, noi topi siamo gli unici che possiamo vivere in questa discarica”.
Figlio/a: ma l’hanno costruita gli uomini, potrebbero volerla nuovamente per loro”.
Papà: “stai tranquillo/a figlio/a mio/a, le discariche gli umani le costruiscono per noi topi”.
Figlio/a: “e come fai a dire questo, babbo?”
Papà: “molto semplice figlio/a mio/a, gli umani non possono viverci nelle discariche, che a loro non piacciono questi luoghi”.
Figlio/a: “allora posso stare tranquillo/a?”
Papà: si, sta tranquillo/a e sappi che gli umani stanno costruendo altre discariche per noi, evidentemente ci tengono a farci proliferare, così tu ti troverai degli altri topi come te e non dovrai più giocare con gli scarafaggi”.
Figlio/a: “no babbo, sono troppo carini e intelligenti i miei scarafaggi, non posso farne a meno”.
Papà: “daccordo figlio/a mio/a, ma adesso dormi”.
E il papà rimboccò la coperta al figlio/a, fatta con i rifiuti che mamma topo aveva cucito assieme e la promessa di papà, che le discariche si sarebbero moltiplicate, lo/la fece dormire immediatamente, facendolo/e sognare un Mondo pieno di rifiuti, dove poter scorrazzare felicemente.
Per foto ho messo beni materiali (un’automobile abbandonata), che nella sua effimerità, brevità, possono darci gioia, dipende da come noi li intendiamo, ricordando sempre che nulla può essere un rifiuto, tutto più essere riutilizzato.
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