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Di Gennaro Gelmini
Buongiorno, Volevo fare i miei complimenti a quegli esserini che tutelano il patrimonio cartaceo almeno in alcuni casi, sono gi Opilionidi, che spesso vengono confusi con dei veri e propri ragni, mentre sono sempre degli Aracnidi, però facenti parte dell’Ordine degli Opilionidi apunto, adesso mi spiego.
Come i Ragni fanno la tela, così pure gli Opilionidi fanno la ragnatela, però a differenza dei ragni, evitano di farla di forme geometriche ben delineate, formando invece una tela, quella tela bianca grigia che vediamo sui muri di qualunque casa è appunto la ragnatela dell’opilionide, che può formare in una notte soltanto e non è necessario che abbia una forma geometrica tanto bella come quella del Ragno, l’Opilionide sa che il necessario è mangiare!
Inoltre l’Opilionide, a differenza del Ragno, mangia sempre insetti, però se ne ciba completamente, senza lasciare avanzi come fa il Ragno, ma veniamo più strettamente a ciò che di loro è interessante notare.
L’Opilionide fa la ragnatela come gli pare a lui, poichè tanto sopra non ci vive stabilmente, non ha quindi bisogno di una tela che lo sorregga, pure se c’é forte vento o forte pioggia, perché la tana principale la scava facendo un buchino nel muro dove la calce è soltanto superficiale e celi un sottostante spazio tra i mattoni, oppure la tana nel muro può essere conquistata ad altri insetti che l’avevano scavata, cibo e tana conquistati in una volta sola, buchi anche piccolissimi, nei quali entrerà ripiegando le zampe, per poi riaprirle nella più larga parte della tana situata nell’intersizio del muro.
L’intero corpo dell’Opilionide non si espande seguendo la crescita del delizioso insetto, per cui di tanto in tanto l’Opilionide distacca la corazza del suo corpo, nella quale sono comprese pure le zampe, per uscirne da dentro con una corazza nuova e quella precedente è cos’ furbo da lasciarla sulla ragnatela in un punto nel quale i piccoli insetti volanti pensano di trovare l’Opilionide vero e andando poco più oltre, finiranno dritti nella ragnatela, lunga quanto basta a prenderli tutti, tal volta in effetti lunghissima.
Avevo visto almeno una volta, forse più volte in effetti, un Opilionide femmina immagino, avere tante uova attaccate sotto l’addome, bianche a forma di goccia, le andava a mettere qui e là per distribuirle il più possibile sul territorio.
Salvateli se li trovate, perché poi loro vi salveranno d’estate dalle zanzare per citare un esempio; fateli adagiare su di un foglio di carta e poneteli fuori dalla finestra se li trovate, evitando così di schiacciarli, potendo pure tenerli in casa, a voi la scelta, io tengo sempre lindi gli spazi che pulisco, poi nel bosco verso casa, lì li troverete tutti.
Gli Opilionidi predano anche gli insetti e larve che possano arrecare danno al partimonio cartaceo, stampe, documenti, anche per questo non è difficile trovarli in magazini di raccolta stampe, dove insetti attratti dall’odore della carta, vanno a deporre uova, ma una volta nate le larve, gli Opilionidi se le mangiano salvando le stampe, da qui l’idea del titolo.
Per una forma corretta in italiano avrei dovuto forse scrivere Opilionidi in minuscolo, ma per l’importanza in maiuscolo, le foto free le ho fatte a degli Opilionidi a fianco di una casella postale, notate oltre ai due Opilionidi, il buco nel muro dove vivono; mentre mi adoperavo a fare le fotografie, seravo comprendessero le persone che di lì transitavano per la strada, che non ero interessato a fotografare le caselle postali, i protagonisti erano i 2 Opilionidi visibili qui sopra l’articolo.
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