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Il Fico del diavolo e i Martiri Agricoltori nel Medioevo

Il Fico del diavolo e i Martiri Agricoltori nel Medioevo
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Donandovi un’ampia spiegazione, iniziamo dagli innesti utilizzati in agricoltura per ottenere frutti più grandi, senza utilizzare la cascola meccanica, ovvero tagliando dei fiori o frutticini (i frutti piccoli appena si iniziano a formare) per rendere più grandi i restanti frutti che matureranno, fino a dimensioni sproporzionate, da record.

C’è un trucco! Le piante di verdura, per sfoggiare frutti enormi, sono innestate nella pianta chiamata “Fico del diavolo” e perché è chiamata così?

Bello evadere e vedere allegre feste colorate dei frutti dell’autunno, io però devo mostrarvi ogni lato di questo sfoggiare, giacché ogni luce ha il suo buio e siccome in molti vi presenteranno i fatti in chiave moderna, ciò che manca da farvi sapere sono le ingiustizie del passato, come del passato recente, così del Medioevo.

Non sono riuscito ancora una volta a zittire la mia voce, che tra le bellezze, io invece decanto le ingiustizie, lo sento per me come un dovere, non era prassi, però ciò che vi racconto è che nel Medioevo occorrevano 2 persone che testimoniavano che una terza persona fosse stregone o strega, per far giungere la causa ad un tribunale, da dove sovente da uno a 3 incaricato si recavano sul luogo indicato a studiare il caso ed emettere giudizi da presentare al tribunale per la sentenza.

Le feste che decretavano quale fosse il frutto più grande, notoriamente una zucca, or bene, a chi vinceva veniva dato un premio, però al vincitore si controllava la pianta, degli esperti guardavano se avesse un nodo, perché quello era il simbolo, dicevano, di un’alleanza col diavolo, così il vincitore poteva finire per divenire condannato al rogo, bruciato al fuoco della legna e un po’ di finocchietto (il finocchietto è la parte aerea della pianta del finocchio) per mitigare la puzza di carni bruciate, senza capire che quel nodo è in realtà il punto di innesto tra la pianta di verdura e il così chiamato Fico del diavolo, ecco che anche gli agricoltori venivano dannati e danneggiati per ciò di cui non avevano assolutamente commesso, un’agricoltura coi suoi trucchi da premio, chiamata invece stregoneria.

Sono forse stato troppo breve nel racconto, l’ho scritto con la sola intenzione di farvi comprendere gli errori del passato, per evitare di ripeterli in futuro e ciò è molto importante.

Nella foto: campo di zucche con gazebo, nella foresta.

 

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