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Di Gennaro Gelmini
Ma tu lo senti? Cosa? Il caldo estivo! No, stavolta posso anche sudare, sia per le corse, sia per il caldo oltre i 40° centigradi, perché ho imparato a verificare i vestiti che compro e quelli che ho a saperli modificare.
Così, oltre a leggere l’etichetta, strofino leggermente tra 2 dita la stoffa, a verificare trama e ordito del tessuto ed è capitato che un 100% cotone nell’etichetta, al tatto si percepisca come un 65% acrilico e 35% cotone, qualche tempo addietro scovarono pure l’ennesimo caso di tessuti non confacenti a quanto indicato, quest’anno strofinando delle camicie, mi è convenuto cambiare negozio, esigendo fibre naturali.
Tra le camicie che mi sono ritrovato negli anni, un venduto per cotone in buste trasparenti, che non volevano aprirmi dicendo che altrimenti si spiegazzava, dopo il primo lavaggio abbiamo scoperto essere in fibra di bambù e una camicia con etichetta 100% cotone si è dimostrata un misto cotone, più acrilico che cotone.
Sono camicie a maniche corte, non si possono indossare d’inverno, cosa me ne faccio?
La risposta è alquanto facile, poco conosciuta, d’estate sudate 7 camicie o spendete di più per un condizionatore, finché potete, però c’è un’altra soluzione, diciamoci francamente quale.
L’idea è nata ai cowboys, che a cavalcare anche d’estate sudavano molto, decisero quindi di apportare delle modifiche alle camicie, applicando degli occhielli con rondelle, dei veri e propri buchi alle camicie, asole per respirare.
Un esempio pratico lo trovate nella foto sopra, lavoro da sarto, che sappia battere anche col martello, importantissimo è che gli occhielli abbiano anche le rondelle, per chiudere da una parte all’altra il tessuto, evitando così che l’occhiello si sfili, 2 rondelle da un lato, non troppo sotto l’ascella, 2 dall’altro e due dietro ed è fatta, si respira.
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