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La più grande truffa nel lavoro

La più grande truffa nel lavoro
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Una comparazione, tra il lavoro che era e il lavoro che sarà, ce la mostrarono e un coro di si, si, …si sollevava, mentre io obbiettavo che si ragionava in termini percentuali e non numerici, ma la risposta non si confaceva alla mia domanda, continuando l’assertrice così: “Ebbene, diminuiranno gli operai, ma rimarrà sempre il 100%”, avevano trovato la grande risposta a grandi domande.

Più tardi ad un mio amico, almeno riuscii ad esporre cosa non funzionasse, rimanevano il 100% dei lavoratori, diminuivano gli operai, aumentavano gli impiegati, rimanendo il 100%, però facendo un esempio, prima erano 40 milioni di operai, 20 milioni di impiegati, 19 milioni di dirigenti, 10 milioni di agricoltori e 1 milione di imprenditori, successivamente saranno 30 mila operai, 30 mila impiegati, 19 mila dirigenti, 10 mila agricoltori e 1 migliaio di imprenditori, sempre il 100%, ma quasi più nessuno lavora così facendo o per meglio dire, così finendo.

Il mio amico obbiettò che no, rimanevano sempre 100 e io tornai a dover spiegare che si, in percentuale, ma non in numero!

Ma no, manifestò il mio amico, “diminuiranno gli operai, ma aumenteranno gli  impiegati, che controlleranno gli operai” e io “e che fanno, ogni impiegato controlla un operaio? Impossibile”.

Adesso che siamo nel 2015, questa settimana hanno annunciato la probabile chiusura il Cotonificio Bonomi con 100 operai e la metallurgica e siderurgica Franco Tosi con 300 operai e la scorsa settimana la ditta di elettrodomestici Whirlrpool ha annunciato la chiusura di uno stabilimento, tanto per fare esempi, siamo al 1 maggio 2015, Festa del Lavoro, per alcuni, pensate, un lavoro che non c’è più.

Nella foto un albero rampicante di glicine, mantenuti in piedi durante una ristrutturazione; si demolisce una casa, se ne fa un’altra, si mantiene la pianta rampicante tramite delle palizzate, così dolce e facile amare, così difficile saperlo fare, per il glicine della foto qualcuno ci ha pensato.

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