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24 marzo 2016 4 24 /03 /marzo /2016 14:09
Gestione dell'imprevedibile

L’imprevedibile è impossibile a prevedersi, possiamo però evitare di trovarsi nel luogo sbagliato al momento sbagliato?

Comprendendo che sia umanamente impossibile, esistono però delle impressioni che ci sono trasmesse, che ci inducono a fare delle scelte, piuttosto che altre.

Dovendo scegliere, ho saputo scegliere, ho dovuto scegliere.

La più eclatante riguarda il lavoro, che siccome oggigiorno è già tanto quando lo si trova part-time, in pratica, siamo sinceri, gli uomini stanno tentando di rubare quel poco di lavoro che c’è alle donne, lavorando poche ore non si può costruire una famiglia, così nel vivaio di chi dice che il lavoro c’è ancora, che si lamenta che i “giovani” 40enni non hanno voglia di metter su famiglia (tra poco, per effetto della revisione delle pensioni, chiameranno giovani i centenari) c’era 2 anni addietro la possibilità di studiare lingue ed essere spediti per scopi umanitari in Ucraina, dove il lavoro avrebbe fruttato denaro ed esperienza, insomma, tagliando a corto con le parole, rischiare la propria vita per salvare quella degli altri.

In quei giorni mi aiutò però un sogno in mia salvezza, una strada piena di fuoco e cecchini e io dovevo percorrerla per andare appunto tramite questa via, portandola dalla Russia sconfinante alla sua famiglia d’origine in Ucraina, avevano mandato solo me in quella missione nel sogno, poiché qualcuno dovevano pur mandare ed avendomi in considerazione negativamente, potevo andarci io, che miracolosamente scampavo alla tragedia, tornando indietro con la bambina, coi colleghi esterrefatti per il fatto di essere ancora vivo.

Pensiamoci bene: non è che alla bambina in particolare modo mancasse da mangiare o fosse in pericolo dall’altra parte della barricata, dove viveva, più semplicemente mi parve di andare a rischiare la vita per dei motivi geopolitici, la bambina stava bene con la nonna in Russia e che dovevo fare io? Amen.

Così siamo noi giovani che non lavoriamo quando c’è il lavoro appena dietro l’angolo, dietro l’angolo a sparare al cecchino dall’altra parte delle barricate e niente check-in per l’estero, niente lavoro, niente amore.

Per chi dice che si può vivere senza una moglie, un marito, auguro di non aver mai bisogno di me, perché a meno che non siate monaci eremiti, vivere per niente non conviene, mai un abbraccio distacca, dissocia, non c’è alternativa a ciò.

Perché scrivo è facile intuirlo, dopo l’Ucraina adesso è la volta della Siria ridotta in macerie, così pure per la Libia e il Pakistan, poi ci si lamenta del terrorismo a casa nostra in Europa, senza mai rendersi conto che odio chiama odio, amore chiama amore.

In questi giorni viviamo pure gravi incidenti, come quello delle ragazze la cui vita si è spezzata in Spagna e io tornando a pensare, quei pullman turistici spagnoli li avevo già visti a Roma Tiburtina e a dire la verità non mi erano per niente piaciuti, verniciati in basso con macchie di rosso, la psicologia aziendale che ne aveva determinato i colori sinceramente mi allontanava.

Per la foto ho inserito il monumento a Superga presso Torino, che ricorda i calciatori vittime di un incidente aereo nel secolo scorso, schiantatisi contro la torre campanaria della Basilica, un tremendo lutto per la città di Torino, per la Squadra di Calcio Torino, per il calcio e per tutti, me lo ricordava già mio padre quando eravamo bambini, tentando di insegnarci ad evitare il luogo sbagliato nel momento sbagliato, solo fosse stato possibile.

In tanto dispiacere non scrivo tanto per scrivere, scrivo per opportune considerazioni,  occorre continuare a viaggiare, perché ritroverete voi stessi soltanto viaggiando, troverete chi vi ascolti in altre città, riportando ogni azione nella vostra, c’è bisogno di una voce sincera che parte da qualche altra parte.

Comunque sia, comunque vada, che sia un Buon viaggio.

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Published by Gennaro Gelmini
19 marzo 2016 6 19 /03 /marzo /2016 19:19
Progetto emozioni: la Sirena

E’ mia consuetudine cercare di mettere una Buona speranza alle azioni e trovo di gradito interesse ciò che si è materializzato ai nostri occhi.

Il panno umido utilizzato per lucidare il ferro da stiro, come fosse una lampada di aladino, ha sorpreso.

Caduto a terra ha formato una Sirena del mare, da immaginare proprio come la desideriamo, ciò è successo qualche settimana addietro e proprio oggi che è la Festa dei Papà lo pubblico, bella Sirena per tutti!

Assolutamente vero l’accadimento, il titolo dell’articolo lo devo ad un disegno di una nuvoletta di carta che ho trovato appoggiata ad un muretto, con sopra scritto a vari colori “progetto emozioni”, dicendomi una persona per la via che forse l’avrà perso qualche bambino della vicina scuola, intanto è comparso anch’esso a donare spirito d’iniziativa.

Sia Festa, oltre che per i Papà, pure per chi non ha mai perso la speranza per un nuovo Mondo che verrà, baci, a presto.

Come in maniera impossibile si è formata una Sirena, pienamente nelle forme, così abbiamo realmente la possibilità che il futuro ci appartenga, grazie alla nostra tenacia, fino al cambiamento.

Mi sono arrivate inoltre 2 situazioni d’idea che hanno in qualche modo portato avanti la società, che tornino i Bei tempi, Auguri a tutti.

Il pomodoro di ritorno nelle Americhe:

I migranti italiani in America desideravano dei pomodori pelati come a casa loro, il signor Cirio glieli confezionò, mettendoli dentro a dei barattoli di latta riempiti di succo di pomodoro fino all’orlo, finché il  pomodoro trasbordava su di un recipiente di recupero, in tale maniera si evitava di inscatolare l’aria che potesse far deteriorare il prodotto (al tempo corrente ci mettono l’azoto) e aggiungendo poche gocce di succo di limone per completarne il mantenimento.

Il frigorifero:

Il signor Ignis si recò in America a lavorare e studiando il funzionamento dei frigoriferi, tornato in Italia, come isolante all’interno dell’elettrodomestico, al posto del vetroresina ci mise del polistirolo, nato dall’idea dello scoppio del mais per i popcorn, facendoli divenire molto più leggeri e meno ingombranti.

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Published by Gennaro Gelmini
13 marzo 2016 7 13 /03 /marzo /2016 15:22
Social network bloccato per troppa velocità? Cause e rimedi

Tra le tante cose importanti da scrivere, almeno oggi per domani, chissà, c’è una nozione web che è urgente, ma non ve ne siete accorti?

Su di un social network famosissimo, mentre l’utenza è rimasta, gli utenti attivi sono diminuiti, c’è una spiegazione che ci voleva Gennaro Gelmini per dirvelo, perché non ho trovato nulla a proposito su internet, che sia del medesimo contenuto di questo articolo, accade che nemmeno dei tecnici se ne siano accorti, poiché magari saranno incappati pure loro nei blocchi, però senza mai riuscirne a capirne i motivi.

Lo spiego io, la causa sta nei codec dei file di alcune immagini!

Il perché è presto detto, per spiegarvelo, torniamo indietro nel tempo di una settimana e mezza.

E’ successo che ho trovato una bella foto di un albero, aggrovigliato con bei rami, sul social network, l’ho copiata, pure non essendo mia, semplicemente per tenermela per la sua bellezza ad uso archivio, mettendola momentaneamente tra le icone sul desktop del mio home computer.

Arrivato il momento di pubblicare un articolo su questo mio blog, aperta l’amministrazione, inserisco il titolo e carico un’altra immagine, mia, sul blog, però, mentre è in fase di caricamento, si annulla, non si carica.

Capendone un bel po’ di informatica, comprendo che ci poteva essere qualche blocco che partiva proprio dal desktop, ho cambiato quindi supporto per l’immissione della foto, prendendola da una chiavetta di memoria e si è caricata per intero, il blocco proveniva proprio dal desktop e fin qui anche io mi perdevo tra i motivi di quel mancato caricamento, prendendola un po’ alla leggera.

Almeno è servito a scoprire ciò che non funziona sul tale famoso social network.

Perché molto presto è accaduto che ho caricato un’immagine proprio sul social, che potrebbe essere proprio il principale vostro social network, un’immagine mia, fatta con il mio telefonino cellulare, perfettamente funzionante, l’ho caricata dal desktop ed allora, veramente, mi hanno bloccato per 24 ore, dicendo che avevo caricato l’immagine troppo in fretta! Per troppa velocità!

Che social è? Il social dei lumaconi, il social degli zombie? Occorre andare alla loro velocità? Fantasmi tante utenze, non è che possiamo fare tal quale, ad immedesimarci nella canzone della Band Lmfao dal titolo Party rock Anthem, remake di un film di fantascienza.

Occorre proprio districare la matassa, prima che la confusione faccia perdere la voglia di fare, a meno che non facciate come me, che ho già tante iniziative in cantiere, però prima quest’articolo!

Mai piegato al destino, che ha voluto proprio che in questi giorni un altro social network venisse sbloccato dopo 2 anni di inaccessibilità dall’Italia, per chiunque volesse connettersi, a causa ufficiale di diritti d’autore ed invero a causa più realistica di mancanza di dati sulle utenze nei server dislocati in Italia, invece di cambiare social principale, mi sono messo di buona lena a chiarire ciò che potesse mal funzionare e l’ho trovato!

Dai! Come avete fatto a non arrivarci?

Non temete che Gennaro sa come funzionano questi file (se proprio siete al primo giorno, si pronuncia fail, dall’inglese).

Mi riferisco ai File immagini, in vari formati, ogni foto ha un suo caricamento in base ai codec, ovvero internet e i computer leggono in maniera diversa le foto, anche se voi potreste vederle uguali tal quali.

Dovete sapere che tra il 2010 e il 2015 circa il codec di alcune immagini non si caricava uniformemente, si caricava prima una sua base, sulla quale si caricava l’intera immagine, questa base è di caricamento immediato, velocissimo su qualunque computer e qui sta l’inghioppo!

La sicurezza informatica,così la chiamano, in pratica gli automatismi del filtro informatico del sito internet, il vostro social network che credevate inesauribile, vi dà la colpa e c’è il rischio che questa colpa cerchiate di catapultarla a qualcun altro, non è così che stanno le cose.

Psicologicamente è dura, ma chi la dura, la vince.

La base dei file immagini si carica appunto immediatamente, facendo credere al sito che sul vostro computer ci sia un presunto virus informatico, perché la velocità di caricamento è la stessa, da qui parte il blocco, siete troppo veloci perché è la base di un’immagine che è troppo veloce, non altro.

Un perché troppo generico quello spiegato col troppo veloce, trattato dal social così, con quelle parole forfetarie, poiché vogliono scaricare ogni responsabilità, mentre a caricare non siete riusciti per niente, giro di parole per una questione molto seria.

Molto importante, sappiate che l’intero supporto è bloccato, quelle foto col precedente codec, di cui stiamo dicendo, bloccano per intero il supporto, adesso vi spiego.

Per supporto si intende un’intera destinazione virtuale di memoria, su desktop blocca l’intero desktop, su chiavetta di memoria blocca l’intera chiavetta e così continuando, vi do un esempio col quale ci capiremo al volo, il salvataggio automatico dei vostri file.

Per salvare i vostri file nel caso di perdita accidentale involontaria, il computer crea in automatico dei file che gli si possano sostituire alla bisogna; siccome negli anni ’80 del secolo scorso questi file di salvataggio non si aveva sempre la certezza che riuscissero a fare il loro dovere, furono ideati gli Autorun, che dall’inglese si può tradurre in guida automatica e il nome ci sta bene, però accadde che poi una parte di questi vennero considerati virus, poiché per la certezza di avere sempre una copia, finivano con crearne molteplici, potendo duplicarsi senza fine, finché esaurivano la memoria del computer, un flagello informatico, il primo virus informatico creato involontariamente, che però è doveroso dire che non sempre è considerato virus, si usa ancora come applicazione nei computer di quegli uffici che per proposito vogliono essere certi di evitare la perdita di dati, mentre invece io consiglierei dei backup, delle copie, magari sistemate su 2 diverse chiavette di memoria, numerate, invece che una soltanto.

Si, è proprio la base dei codec sui quali sono costituite alcune immagini, postate sul tale social network in questione, tra il 2010 e il 2015 circa, che possono farvi sentire esclusi dal social, con possibilità di blocchi, per il resto c’è la vita reale, lì siete ancora liberi, forse, salvo aumenti di bollette ed altre esose questioni sociali, a tutto c’è rimedio, nel frattempo c’è da continuare a fare.

E Gennaro Gelmini vi sa dire di più! Ho pure il nome sonante di uno dei codec, così potrete andare direttamente a verificare che ciò che ho scritto corrisponde al reale, il codec NPAPI, del sottogruppo diciamo dei plug-in, non sono più supportati, a riguardo di questo codec qualcosina ho quindi trovato, però sui social network ciò che ho scritto è novità che ho sperimentato in prima persona.

Ricordo che per i blog, il portale Maxiblog è fallito nella primavera 2015 proprio al cambiamento dei codec, erano già lì per lì per fallire, poiché mancavano gli introiti pubblicitari, io non guadagno nulla, però non spendo nemmeno nulla, l’elettricità consumata per i server internet però il portale Over-blog la paga, quindi deve per forza avere un ritorno almeno dalle pubblicità, è grazie a ciò che questo blog è ancora aperto, sempre gratuito poiché con i costi energetici pagati.

Vi terrò aggiornati, ho trovato varie nozioni di cui scrivervi lecitamente nelle prossime settimane.

Nella foto: circuito elettronico con placche.

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Published by Gennaro Gelmini
12 marzo 2016 6 12 /03 /marzo /2016 14:44
Sono cavolini di Bruxelles
Sono cavolini di Bruxelles

Naturalmente ho un articolo importante di informatica scritto per metà e come al solito non si trova il tempo, l’altro ieri ho programmato i nuovi itinerari per la serie “chi ha tempo non aspetti tempo” ed è un gran bel daffare.

Però mi rendo conto che pure questo articolo è importante, in quanto il cibo è di primaria importanza ed è quindi stata di primaria importanza la raccolta dei cavolini di Bruxelles all’orto, situato dove l’aria lacustre del Lago di Varese mitiga un po’ il clima, ce li siamo pappati immediatamente (nelle foto i germogli raccolti e l’ultimo ramo rimasto integro, per il momento, alla raccolta).

Le piante hanno già 2 anni, riescono a superare l’inverno pure con un poco di neve che aveva fatto.

Abbiamo messo a dimora anche le patate, che alla semina tagliate in parti, trovano in fretta l’impulso a svilupparsi, prima che a qualche dolce bruchino venga l’intenzione di mangiarle.

Hei! Sappiate che per chi lo spazio ce l’ha e dai, l’aria pura, i frutti buoni li volete, sono tornati gli alberi da frutta in vendita, per la gioia di chi può permettersi un pensierino che costi poco, al vostro negozio di fiducia.

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Published by Gennaro Gelmini
8 marzo 2016 2 08 /03 /marzo /2016 16:48
8 marzo: va dove ti porta il cuore

Ti amo, tanto, ma, ma che ma? Ma cosa? Tanto, ti amo, tanto, tanto è tanto, può significare che non si può stare senza lui o lei che sia, questa condizione implica il desiderio di stare sempre assieme, lo si sente proprio, senza restrizioni e niente e nessuno potrà farli vacillare.

Ciò che la cultura moderna impone, in questo sfacciato Mondo, destinato, affinché possiamo svilupparci, a cambiare, è appunto l’imposizione a voler decidere per noi con chi dovremmo convivere e condividere le nostre gioie, mettendo assieme forzatamente persone che non si somigliano per niente, in questo modo la coppia non si svilupperà mai, rimanendo sempre alla mercede del dubbio, un metodo infallibile per non essere mai liberi.

Libertà nel contesto dell’amore significa anche sviluppare questo stesso amore nella stessa direzione, così si rafforza la coppia, qualunque coppia sia, ogni coppia, perché l’amore non può nascere nella solitudine, è sempre correlato a qualcos’altro, anche innamorarsi di una pianta e accudirla, anche quello è un amore a 2, invece no, si disgrega, in che modo?

Vedendo sempre e subitamente al tempo presente e da questo basare il futuro, mentre invece è sbagliatissimo, poiché, sappiate, le cose cambiano in fretta, basarsi sul presente espone a fuorvianti preconcetti, quali?

Procediamo per esempi che facciano pensare:

l’occupazione lavorativa è immaginata tal quale per un tempo illimitato, mentre è doveroso accorgersi che il lavoro può essere perso o trovato in un solo giorno;

la situazione sociale: altra boiata collettiva, voler accoppiare sulla base della loro situazione nella società, invero la coppia potrà risultare senza spinta d’intesa, poiché mai si capirà chi comanderà, fosse anche la donna sull’uomo, per colpa di una situazione di concorrenza tra i diversi contesti, che uguali devono essere i conviventi, però anche il contesto sociale deve spingerli nell’intesa, altrimenti la coppia risulterà disgregata, solamente si terrà magari in piedi per mantenere delle apparenze d’amore che non riuscirà a trovare.

Incontri, distacchi e maldicenze: una coppia che manca all’appello dei canoni imposti dalla società è una coppia da disgregare, succede così che a lei si parla male di lui e a lui si parla male di lei e sia a lui che a lei si proporranno inutili tentazioni al solo fine di farli ritrovare in errore.

Mi accorsi di insulse apparenze da mantenere già quando da bambino dovevamo rispondere a delle domande sui nostri genitori, indicando 2 possibilità, che la donna potesse essere alta uguale o più bassa dell’uomo, che la donna potesse essere della stessa età dell’uomo o più giovane, che la donna potesse avere un reddito uguale o inferiore all’uomo, insomma, un grande manifestarsi delle apparenze della società.

Mi rifeci quando cambiai sezione di classe, poiché la maestra precedente era pretenziosa, ricordo almeno i suoi 20 e più gibolli sulla sua cattedra, dati dai suoi pugni quando era arrabbiata, nella nuova classe mi accolsero bene ed iniziai veramente a studiare, finché ci furono le gare scolastiche e indovinate chi arrivò alle finali per la terza elementare, le nostre 2 sezioni!

I miei nuovi compagni di classe non ci credevano che io non mi sarei venduto alla sezione frequentata prima, invece li battemmo e ciò fu molto evidente, nessuno poteva avere da controbattere, vincemmo!

E presto dovrà avvenire pure la rivincita della vita vera, senza più quelle apparenze che hanno finito col disgregare questa società, l’amore si fa a 2, benissimo, però la scelta si fa a 2, le decisioni preimposte sono sbagliate, in quanto soltanto un amore vero può esistere e resistere.

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Published by Gennaro Gelmini
6 marzo 2016 7 06 /03 /marzo /2016 11:33
Va dove ti porta la Fede

Articolo e video. Nella strada che percorriamo, mai perderemmo la meta, cosicché, per arrivarci, ci facciamo indirizzare, abbiamo il nostro segreto, che è da potersi abbreviare in questo, ciò che io trasporto e qualcosa della quale non si vede l’inestimabile valore, quindi la tengo io, fin quando si scoprirà l’antico valore.

Così si fa parte della Fede, in qualcosa sopra di noi e ognuno ha la sua strada, sempre comunque impervia e rocambolesca, perché questi tempi così hanno voluto, tempi che hanno logorato nel metterci alla prova, quale prova?

Il Paradiso era già qui, poi non si è capito, qualcuno ha spostato l’ago della bilancia da una parte, facile immaginare chi, ovvero, per sentirsi superiori agli altri si creano dissidi in modo tale da non riuscire mai a sentirsi appagati assieme, così, una popolazione di solitari avrà sempre bisogno di un capo che li assembri in gruppo, a meno che comprenda che la divisione è già studiata.

Un popolo unito infatti è l’emblema del lavoro, dei diritti umani, ciò che succede invece è toglierci le persone con le quali si nota l’affinità tra di esse, perché l’unione fa la forza e mettere esatti opposti assieme, in maniera che non uniscano insieme mai, affinché abbiano sempre una parte terza a cui dover fare riferimento e ciò disgrega le compagnie.

Viaggio per Pellegrinaggio, a cui seguirà la visita, rappresenta un ritrovato ottimismo per l’intramontabile, per ritrovarci assieme un giorno sulla stessa via, alla meta.

Ognuno è giusto prenda la via più consona, nessuna forzatura, che appunto non farà altro che accentuare le divisioni e suvvia doversi appellare a parti terze, invece assieme è il riconoscersi di essere fatti gli uni per gli altri, senza sforzo, con la passione di non poter mai rimanere lontani, almeno col pensiero, finché tornerà pure la presenza, un indispensabile amore vitale.

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Published by Gennaro Gelmini
4 marzo 2016 5 04 /03 /marzo /2016 23:30
Oroscopo del mese di aprile 2016

Il 5 aprile 2016 Venere compie l’ingresso in Ariete e nella successiva notte, a cavallo tra il 5 e il 6 aprile 2016, Mercurio entra in Toro, seguito il 19 aprile 2016 dal Sole, anch’esso transitato in Toro e in ultimo, pure Venere giungerà nel segno del Toro il 30 aprile 2016.

Il 7 aprile 2016 la Luna è nuova nel segno dell’Ariete, il 22 aprile 2016 è piena in Scorpione.

Il Sole nel segno dell’Ariete il 5 aprile 2016 è trigono a Saturno in Sagittario, il 6 è quadrato a Plutone in Capricorno e nella notte tra il 9 e il 10 aprile 2016 e congiunto ad Urano, il 12 aprile 2016 Venere in Ariete è Trigono a Mare in Sagittario e Mercurio in toro è in sestile a Nettuno in Pesci, il 14 Aprile 2016 Giove in Vergine è trigono a Mercurio in Toro, il 18 aprile 2016 Saturno in Sagittario è trigono a Venere in Ariete, il 19 aprile 2016 Venere in Ariete è quadrata a Plutone in Capricorno e il 22 aprile 2016 Venere è congiunta ad Urano in Ariete.

Il mese che attendevamo, già dai primi giorni dà misura di cosa ci aspetta ed è in queste righe dell’articolo che si può avere almeno uno spunto di quanto sarà, Plutone in Capricorno in quadratura al Sole in Ariete, donerà la forza di far spuntare verità dove soltanto i rovi in tempo spuntavano e ciò accadrà pure grazie alla configurazione astrale di Venere che entra in Ariete nel medesimo istante del trigono del Sole in Ariete a Saturno in Sagittario.

Le situazioni che ricreano sono fantastiche, anzi, andrebbe di dire di casa, si, perché avevamo aspettato questo aprile 2016 da tempo, a causa delle sue configurazioni astrologiche, grazie alle quali si verranno a creare possibilità da sfruttare, ovvero, con Marte e Venere in segni di fuoco, Marte in Sagittario e Venere in Ariete, potete già pensare ed agire per propositi che funzioneranno, aggiungete il Sole fino al 18 aprile 2016 in Ariete e Mercurio, che crea situazioni tra dare e ricevere che possono trovare positivi riscontri negli affari, che se ridotti al palo del momento, volti ad un roseo futuro, mi ricorda, a retroso nel tempo, per la configurazione astrale, l’aprile del 2002, non c’è che dire.

Oroscopo free by Gennaro Gelmini.

Nella foto: la Torre di Velate, presso la città di Varese, col cielo increspato.

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Published by Gennaro Gelmini
2 marzo 2016 3 02 /03 /marzo /2016 18:43
Digressione del tempo e terremoti

Rieccoci a discutere di sismicità, perché lasciando al caso gli eventi sismici, proprio per questo si rimarrà senza cercare dei modi per scoprire prima il ricorrere di un terremoto, mentre un metodo che appare incredibile è ricercato nell’andamento del tempo, che appare sempre uguale, mentre ogni cosa, sul Pianeta, trova un’influenza nella velocità data dalla rotazione del pianeta stesso, un tempo basato sulla rotazione, col giorno e la notte, ogni Creatura anche umana e meccanismo d’orologio risente di quest’influsso, chiamiamola digressione del tempo.

Una constatazione che per adesso non viene accettata avviene quando si fanno le medesime cose per molto tempo, cosa avviene? Avviene che avremo sentore del tempo che trascorre e senza guardare l’orologio, meccanismo che risente dell’andamento in questo caso del pianeta Terra, potremo percepire che il tempo corre in fretta o rallenta, a correre, i movimenti della Terra appaiono tal quali alla normalità, altrimenti al rallentare, seguito da una nuova ripresa in velocità, c’è pure una ripresa nello scorrimento delle faglie, con ripercussioni di nuovi forti terremoti, così è avvenuto che al sentore di un rallentamento del tempo, notato durante l’intento delle faccende quotidiane, poiché sempre le stesse, ripetitive, sia avvenuta una velocizzazione proprio nel momento in cui, oggi stesso 2 marzo 2016 un terremoto di 7.9° Richter ha colpito le immediate vicinanze dell’Isola di Sumatra in Indonesia, con epicentro in mare e mancanza di tsunami, onde anomale, cosicché non ha fatto nessuna vittima, resta lo studio, per il futuro.

Anche il poter vedere ciò che accade da una parte all’altra del Mondo nel medesimo istante veniva considerata blasfemia nel Medioevo e o si ritrattava su quanto detto, altrimenti al rogo, mentre oggigiorno, abituati alla televisione e al web, si considera blasfemia il poter calcolare prima i terremoti.

Oggigiorno si, con le attuali regole, è impossibile prevedere terremoti, mentre io ho lanciato un suggerimento, quanto altri suggerimenti possano servire, per ritrovare quella possibilità dall’impossibilità, perché quanto è considerato impossibile sulla Terra, è già attuato in altri Mondi che ruotano anch’essi, ne siamo convinti.

Sul fronte sismico, nelle settimane trascorse si sono verificati terremoti sui quali poter approntare un appurato studio sismico, con conseguenti crolli di pareti di roccia a strapiombo sull’oceano in Australia e in America in California, ovvero da una parte e dall’altra dell’Oceano Pacifico, oltreché a sismicità tra lo Stretto di Gibilterra e le Isole Canarie.

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Published by Gennaro Gelmini
28 febbraio 2016 7 28 /02 /febbraio /2016 13:09
La certezza del dattero

Delle palme non è la più alta, piuttosto un po’ bassa, cresce a fittoni, stiamo parlando della palma da dattero, che si erge nelle oasi, fruttificando solo dopo 100 anni, per questo un proverbio recita “chi semina dattero, non mangia dattero”.

Abbiamo 2 significati per questo proverbio e non soltanto 1 come si potrebbe ritenere, da un lato è un incoraggiamento ad evitare che la vita trascorra senza muoversi, pure per se stessi, dall’altro è un incoraggiamento a muoversi, pure per gli altri, anche nelle circostanze nelle quali non vorremmo andarcela a cercare, com’è di uso corrente, poiché ci accorgiamo del bene fatto, a bene compiuto.

Prima dell’azione lo possiamo soltanto immaginare e immaginando ce ne torneremmo indietro sui nostri passi, cercando di non far danno, per impossibili, quanto improbabili, dissidi, al contrario è proprio questo il tempo nel quale poterli appianare, con le 2 controparti che si ascoltano certamente, scoprendo che non è poi così inesatto il parere altrui.

La divisione accentua i conflitti, pure in concomitanza con la mancanza di comunicazione, dialogo, però soltanto forti stimoli esterni, da parti terze, possono rinsaldare i legami, la forza è celebrale, evitare la dispersione delle energie, per fare ciò che è giusto fare, è indirizzo del sentimento, che sia anche soltanto d’amicizia, di lavoro, d’altruismo e facendoci indirizzare dal sentimento troviamo bene facendo bene, che a costruire non c’è bisogno di distruggere le fondamenta, si può costruire sopra, il resto è superfluo, da qui nasce ogni bontà.

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Published by Gennaro Gelmini
23 febbraio 2016 2 23 /02 /febbraio /2016 21:21
A necessità primarie risolte le secondarie divengono primarie

Per donare, possiamo farlo senza dover avere nulla in cambio, poiché per donare occorre anche saperlo fare, è evidente che doniamo perché qualcosa ci è stato donato, è così che abbiamo imparato a donare, non esiste regola poiché non stiamo parlando di economia, l’idea di questo articolo è quella di ottimizzare i tempi di ciò che occorre fare.

Ad esempio volevo redarre delle liste della spesa precompilate, mi accorgo però che non potrebbero essere completamente efficaci, in quanto ognuno conosce con esattezza cosa comprare, piuttosto accade che ci si dimentica di comprarlo?

Perché scrivo questo? Proprio per ottimizzare i tempi! Affinché non si dica “cosa ho fatto oggi?” Che sembra sempre di aver fatto poco, 24 sono le ore di un intero giorno con la notte e alle sacrosante ore per dormire, occorre aggiungere le ore per mangiare, così succede che già le ore della giornata appaiono risicate, aggiungendo poi le ore dedite alle occupazioni varie, quanto tempo rimane a ciò a cui vogliamo veramente dedicarci?

Ottimizzare, occorre ottimizzare; ottimizzare vale pure per i tempi, trovare tempo non soltanto per le necessità primarie significa lasciare un segno del nostro passaggio nella storia, almeno come società, per un buon riscontro futuro.

A pensieri primari risolti, i secondari divengono primari, vene siete accorti?

Stiamo sempre con qualcosa da risolvere, in che modo agire?

Va affrontata una necessità dopo l’altra, senza mai dimenticare le pause di vitale importanza, altrimenti cosa lasceremmo di tracce d’indottrinamento, riflessione e ricordo ai nostri posteri?

Trovare tempo da dedicare, affinché il tempo ci dedichi la consapevolezza di aver fatto del bene, adesso per noi, per un favorevole futuro.

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Published by Gennaro Gelmini

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