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27 febbraio 2012 1 27 /02 /febbraio /2012 14:51

L’unico mio timore nella missione a Roma era quello di aver da tempo volutamente abbracciato uno stile di vita di fraternità e armonia e aver dimenticato la disciplina politica, così facendo avrei potuto incrinare i contatti che ho indissolubilmente sempre continuato ad avere, che con la dovuta gentilezza mi hanno di volta in volta permesso di far conoscere loro la parsimonia con cui la notizia celata relativa al pianeta Nibiru fosse diffusa con longimirante dedicazione, mancando tuttora solamente che la sua presenza venga ufficializzata, come di volta in volta continuo a chiedere, fino a quando a questa richiesta sarà dovutamente data risposta a tutti.

Ma ancora vi devo rispondere se si dice Ministro o Ministra, se il Ministro è una signora, quindi giornalisticamente scrivendo potrei riferirvi si dica Ministra, ma restando in ambito politico tra ex colleghi, vige ancora l’appellativo Ministro sia per gli uomini che per le donne e non abbiate risentimenti per quanto sto scrivendovi, che in certi ambienti è importante sapersi esprimere alla dovuta maniera onde riuscire sempre a divulgare, gentilezza e parsimonia, chiedete e vi sarà dato, chiedete e otterrete.

Non sono maschilista, sono semmai femminista e non accetto quelle trovate degli uomini che definiscano la donna regina della casa o angelo del focolare come per dire regina chiusa in casa e angelo ingabbiato, ma non sto neanche con quelle donne che quando i propri mariti perdono il lavoro, li abbandonano subitamente portandosi via pure i figli, senza rendersi conto che la perdita del posto di lavoro non è rara, è ormai diventata consuetudine che debba accadere e non si può far “pagare”, come correntemente si dice, la depressione del marito per il lavoro perduto, abbandonandolo anche sentimentalmente.

Sembra che sia andato fuori tema, invece, pur essendo senza preconcetti, devo ammetere che è prassi in politica chiamare le Ministre Ministro al pari dei colleghi maschi, al contrario di quanto si scrive e si dice nelle cronache, dove i Ministri donna appaiono finalmente come Ministre, così accade in Italia, mentre in nord Europa ritengo che la situazione sia diversa, però ogni cosa ha il suo pro e il suo contro, in quanto ad esempio in Francia hanno abolito la dicitura mademoiselle, cioè signorina, dai documenti d’identità, eppure per molte donne era molto bello farsi chiamare Mademoiselle e poi Madame, prima per la grazia di essere signorine e dopo per la grazia di diventare madri esemplari.

Così è accaduto che, seppure in quel giorno di martedì 07 febbraio 2012, in viaggio da Varese verso Roma, controllando la brutta del mio nuovo documento, ho trovato degli errori ortografici che ho segnato a penna e il mattino dopo subito a sistemare tutto, il documento era pronto per la consegna e non potevo attendere oltre, quindi sono passato alle consegne e tutto bene, se non che tutto regolare per la consegna al Ministero dell’Interno, avendo scritto nell’intestazione “Al Ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri”, tutto bene anche al Ministero della Giustizia, dove ho però indicato “Alla Ministra alla Giustizia Paola Severino”, come avevo scritto inizialmente, dimenticandomi di apportare le modifiche come poi avevo ricordato bisognava fare, così, adesso che ve lo pubblico, vi posto tutte le quattro pagine del documento cartaceo in formato fotografico, oltre alla parte di testo in formato digitale, correttamente sistemata da quell’errore, buona visualizzazione nel prossimo articolo, come sempre gratuitamente, al fine della divulgazione pro pianeta Nibiru.

D’altronde, prima che qualcuno mi rimproveri di aver fatto un errore d’ortografia, vi devo confessare che è meglio che sia andata così, ho ricontrollato poco le intestazioni perché, a parte per il tempo che non basta mai, anche per evitare di farmene una soggezione; affinché la missione andasse in porto, era doveroso seguire un itinerario di consegne senza intoppi e senza ripensamenti, sono inoltre soddisfatto di avere evitato di spalare la neve nei giorni precedenti la partenza per Roma, poiché, seppure ho mancato di considerazione nei confronti di amici e vicini di casa, mi sono risparmiato un’influenza che per poco non mi ha atterrato in malattia, già ne sentivo i sintomi, riuscendo così, sano, a partire.

A tra poco da Gennaro Gelmini.

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Published by Gennaro Gelmini
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