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24 settembre 2010 5 24 /09 /settembre /2010 22:43

C’era una volta un uomo che conosceva il vero amore, quello verso la vita; aveva scelto di intraprendere il lavoro di medico pensando che fosse la giusta occupazione per compiere del bene come egli voleva. Un suo grande sogno era quello di portare la scienza medica verso la sconfitta delle gravi malattie che affliggono l’Umanità e dopo diversi anni di occupazione improntata con duri sacrifici senza sosta, perché il suo amore non si affievoliva mai, scoprì l’efficacissimo rimedio in grado di debellare una malattia che mieteva milioni di vittime; inizialmente curò efficacemente di persona molti malati in maniera completamente gratuita e senza gloria alcuna, finché giunse il momento di far conoscere il rimedio a tutto il Mondo, per sconfiggere questa tremenda malattia. La cura, oltre ad essere di facile produzione e reperibilità, era molto economica e questo faceva piacere al medico di questa favola, perché finalmente si sarebbero potuti curare in tutto il Mondo tutti ammalati, anche quelli poveri, con facilità, senza operazioni e macchinari costosissimi come la ricerca affannosa ad un rimedio mai trovato che si poteva finalmente concludere. Ad una iniziale soddisfazione degli altri medici per questa sensazionale scoperta, seguì una tensione dovuta agli effetti indesiderati che potevano subire a livello economico, con successivo malcontento: i loro guadagni andavano tutelati. Piuttosto che vivere in maniera benestante con la loro agiata famiglia, due ville e tre automobili, bisognava possedere sempre di più, anche a costo della vita di altre persone che si sarebbero dovute continuare a curare con il vecchio metodo di scarsa efficacia; il denaro per la ricerca di un rimedio contro la malattia e per nuovi macchinari e reparti di ospedale adeguatamente attrezzati cadeva come pioggia nei loro portafogli, con la rivoluzionaria cura, pur continuando a vivere da abbienti, avrebbero dovuto rinunciare ad una parte del loro bottino, così decisero di architettare un accurato piano di oppressione alla novella cura.

E venne il grande giorno in cui il medico protagonista di questa favola venne convocato per esporre alla scienza medica la sua scoperta affinché si eseguisse un ulteriore sperimentazione su alcuni malati terminali per ottenere altri dati sulla sua efficacia, ma per perseguire il diabolico piano, quando al medico venne fatto firmare il documento di approvazione alla prova sperimentale lo si fece in maniera molto veloce, facendo credere che per altri rilevanti impegni i politici e gli scienziati supervisori e finanziatori della faccenda non avevano molto tempo a disposizione, cosicché il medico firmò l’atto escludendo di leggerlo, senza accorgersi che nelle pagine di esso la formula della sua cura era stata stravolta, non consentendo di ottenere efficienti risultati; l’esperimento, pur essendo condotto su pazienti gravemente affetti impossibilitati a curarsi con l’altro metodo perché non più efficace a guarirli dalle loro pessime condizioni, riuscì a farle vivere molti più mesi di quanto gli altri medici avevano diagnosticato, non guarendo solo perché, pur conservando la formula le sostanze atte a lenire il morbo, mancavano quelle che portavano alla guarigione ed essendo la loro malattia ad uno stadio critico, la morte aveva il sopravvento. Risultato: la terapia fu dichiarata non efficace e quando il dottore scopritore della cura e i suoi estimatori proponevano le loro considerazioni, fu intimato di non interessarsi della faccenda se non volevano subire gravi conseguenze di vario genere, mentre si stoccavano nei magazzini degli ospedali e negli istituti di sanità più prodotto possibile delle sostanze componenti della nuova terapia, rendendole non più facilmente reperibili, perché la richiesta era diventata enormemente superiore all’offerta, non potendo così soddisfare gli ammalati a conoscenza del nuovo metodo guaritivo che con esso volevano curarsi, pur contro il parere dei loro medici, che non gli acconsentivano di sanarsi come desideravano nelle strutture ospedaliere, spargendo voce che la miracolosa cura era solo un artefatto per carpire gloria e denaro: il medico protagonista della favola era solo un approfittatore nei riguardi dei malati, diventando ricco alle loro spalle.

Quale futuro per i detrattori dell’illustre medico scopritore?

Testo edito nel mese di ottobre dell’anno 2000 all’interno del “Libretto istruttivo e profetico” di Gennaro Gelmini, in distribuzione gratuita in diverse migliaia di esemplari cartacei tra gli anni 2000 e 2002.

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Published by Gennaro Gelmini
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