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9 settembre 2012 7 09 /09 /settembre /2012 21:51

Basilico-grillo.jpg

Una casa di campagna vicino alla funivia, un piccolo scorcio di lago,  talmente piccolo da non essere elencato dal proprietario che ce l’affittava, una strada che diveniva un vicolo, la pianta di rovo del vicino di casa, che chiamavamo “il Nonnetto”, che puntualmente ricresceva dopo che puntualmente l’incendiava inutilmente, giacché sarebbe stato meglio raccoglierne i frutti, le more.

Il lavatoio con tanta acqua buona da bere che vi fluiva e un gatto stante senpre sopra il muro laterale a prendere la frescura come a sincerarsi che tutto rimanesse tal quale.

Un pulcino di gallina regalato alla festa dell’oratorio a tutti quei bambini che alla domanda dei volontari “lo vuoi un pulcino?” Rispondevano “no”, così noi, avendo sinceramente risposto si, dovemmo attendere l’arrivo del mercato per poter comprare un’animale, mio fratello avrebbe allora voluto uno scoiattolo, andando lui e mia madre al mercato e ritornandosene con un topo color castano fulvo che poggiò sul tavolo dove io, che all’epoca, 32 anni or sono nell’estate del 1980, avevo 5 anni, stavo studiando con un libretto a lunghe strisce illustrate dove dei pinguini insegnavano le primarie nozioni, dicendomi che doveva tornare ad aiutare la mamma a portare le borse della spesa e la gabbia e io, intimorito dall’animale mentre nostro padre ancora riposava cullato dalla brezza lacustre, dissi, rivorgendomi proprio all’animale stesso, di starsene bravo e lui, scendendo dal tavolo, andò dietro il frigorifero come ad aspettare che qualcuno lo aprisse per potersi mangiare del formaggio.

Non era un topo, era un criceto, che chiamammo “il Ciccino”, sapeva piegare le sbarre della gabbia e uscirne quando voleva e allor quando ciò accadeva, il gatto del lavatoio fuggiva rintanandosi in casa sua; quando traslocammo definitivamente da Milano a Laveno Mombello sul Lago Maggiore mio fratello, avendo paura che i nostri genitori volessero sbarazzarsi del  Ciccino, lo portò fuori casa durante una nostra passeggiata pomeridiana (giravamo senza farci accompagnare per le vie di Milano, rischiando però tal volta parecchio) e al ritorno trovammo i nostri genitori che lo stavano cercando inutilmente per casa, poi un giorno il Ciccino si innamorò di una topolina del bosco che una volta vidi passare nella via davanti al giardino di casa e se ne andò senza farsi più vedere, giacché penso che il suo amore fosse restia al contatto con l’uomo e il Ciccino evidentemente ci teneva a farsi credere selvatico dalla sua bella.

Al negozio di alimentari, piccolissimo in un cantuccio, cosa che ai tempi moderni desterebbe stupore, vendevano delle buonissime tavolette di cioccolata al latte con una mucca disegnata sopra.

Tutte le mattine mi svegliava un grillo dal colore verde sfavillante col suo frinire che sempre si appoggiava sul davanzalino della cassettina a parete tra due colonnette, dove un tempo, quando la vita era ancora a sfondo agricolo, i braccianti vi riponevano la sera i bracciali che servivano di giorno a tenere saldi i polsi come solevano fare anche i tennisti e tutte le volte dovevo chiamare mio padre per far porre il grillo fuori dalla finestra e puntualmente la mattina dopo tornava ad Augurarmi Buon mattino e adesso, a 32 anni di distanza da questi spaccati di vita quotidiana vissuta per diversi anni sul Lago Maggiore a Laveno Mombello, cui mi ricordo a memoria, dopo essermi ritrovato a fare nuovamente una passeggiata sullo stesso lago presso la cittadina di Luino, ecco che in quegli stessi giorni dello scorso mese di agosto 2012, a Varese ho ritrovato un grillo verde che mi ha fatto ripensare a quando io, come un grillo diffondo la voce di divulgazione e successivamente scopro, leggendo la locandina dei giornali locali al giornalaio, che è stato avvistato nel Varesotto (così viene chiamata la parte centrale e settentrionale della provincia di Varese) è stato avvistato e fotografato il raro grillo rosa che esiste per davvero, nessuno scherzo, che nei miei pensieri è l’altra metà che non può mai mancare, la bellissima Patrizia, mentre nei vostri pensieri liberamente decidete.

Giorni addietro, quando mi è venuta la giusta idea di scrivere questo articolo per mostrarvi bellezze che non vanno dimenticate, è venuto a piovere, non trovando quindi grilli da poter trovare per fotografarli e pubblicarne la foto, finché mia madre a pranzo mi chiede delle foglie di basilico delle piante sul balcone da raccogliere subito per il sugo, dicendomi testualmente “vai a raccogliere delle foglie di basilico sul balcone, ma vai subito”, trovandovi proprio su queste piante il grillo che vi ho sopra postato in foto.

Felice giorno a Tutti, anche per domani.

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Published by Gennaro Gelmini
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commenti

fabry 09/11/2012 17:34

ciao gennaroooooooooo !!! come va ? passata bene l'estate ?

ma non è che con sta storia del grillo sei pinocchio da una vita? ahahahah

dai forza facce vede nibiru dov'è

Gennaro Gelmini 09/11/2012 21:29



Ti ringrazio per questo commento, grintoso ma senza eccedere, ogni tanto è cosa bella ricordare il passato anche con gli animaletti, per Nibiru aspetto novità tra qualche settimana.



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